Corpo – Mente – Spirito

Io sono. Ma chi sono?
Nella nostra cultura occidentale esiste una separazione tra corpo e mente, nonostante sia da molti, molti anni dimostrato, da studi validati dalla comunità scientifica internazionale, come un determinato stato di coscienza (inteso come stato emozionale e di pensiero) possa variare dati clinici fondamentali nel nostro corpo.
Questo modo “strabico” di pensare è presente nella maggior parte delle persone, ma talvolta, tale connessione è dimenticata o sottovalutata anche dal medico.

Ad esempio lo stress psicologico e sociale persistente, ma anche uno stress fisico (sedentarietà, e varie alterazioni dello stile di vita) possono modificare la glicemia, la produzione di ormoni come l’epinefrina e il cortisolo, prolattina e ormoni tiroidei, causare aumento della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa (con tensione muscolare, dolore al collo, cefalea), favorire l’obesità, l’osteoporosi, alterare la coagulazione del sangue, modificare la secrezione gastrica e la peristalsi intestinale (gastrite e colite, stipsi o diarrea). O ancora modificare l’attività dei globuli bianchi del sangue, alterare l’attività immunitaria e incrementare l’infiammazione sistemica.
Le conseguenze a medio-lungo termine sono l’invecchiamento precoce e la disabilità da malattie organiche croniche degenerative cardio-vascolari, neurologiche, tumorali, auto-immunitarie.

Le interazioni possono essere bi-direzionali: mente-corpo, ma anche corpo-mente. Una malattia organica, qualunque sia l’origine, potrà facilmente interferire sull’umore, emozioni e pensieri, determinando ad esempio ansia e depressione.

Dunque, riguardo al corpo e alla mente, nonostante alcune difficoltà di valutazione, sembra che nessuno abbia dubbi, ormai: entrambi esistono, concretamente, non serviva dirlo.
Il Corpo è certamente cosa concreta, ha una struttura fisica, si può toccare, pesare, modificare. Può agire, spostarsi, occupare spazio… ne siamo certi. Le sue funzioni sono perlopiù conosciute.

Per la Mente, tuttavia, c’è già qualche problema in più (!).
La mente si avvale di una struttura, il corpo stesso, cioè di cellule (neuroni) e connessioni tra cellule. A queste strutture giungono informazioni e dati, provenienti dalla percezione dell’ambiente (dai sensi, come vista, udito, tatto ecc.), dalla chimica del corpo e da più complesse interazioni, ormonali, metaboliche ecc., nonché dalla memoria delle esperienze precedenti e dalle relazioni sociali, generando pensieri ed emozioni. La mente, quindi, subisce influenze importanti anche involontarie dagli altri, dai ricordi e dall’ambiente esterno.

Sul funzionamento della mente c’è ancora molto da chiarire: essenzialmente i neuroscienziati, ad oggi, riescono solo a correlare gli stati coscienti (la coscienza di ciò che si prova quando si ha una data esperienza) all’attività elettrica e metabolica del cervello. Non esistono ancora, tuttavia, leggi della fisica che spieghino il vero funzionamento della nostra mente, cioè come un’attività elettrica neuronale si trasformi in stato di coscienza.
Pensieri ed emozioni, la mente, non sono quindi “materia” concreta, non si toccano con mano, ma come il corpo sono fatte per agire sul mondo: interagire con gli altri e influenzare, raggiungere degli obiettivi, esprimere un impegno e mettere in atto decisioni. Possono modificare l’ambiente e modificare sé stesse.
Sono “azioni mentali” che possono realizzarsi attraverso il corpo.
Riassumendo:
la mente percepisce la propria relazione con il mondo, valuta e mette in atto una risposta adattativa. La sua azione-risposta è il più delle volte influenzata dalle precedenti esperienze che quasi modellano il suo comportamento.
Da queste interazioni nascono sentimenti come la tristezza, la paura, la rabbia, l’invidia o la curiosità, la compassione, la felicità…

Ma c’è un sé più profondo, una propria individualità, al di là delle stratificazioni–influenze derivate dal rapporto con gli altri, con la società e con gli eventi?
Dello Spirito la scienza non si occupa, o quasi (teorie quantistiche).
E se la scienza, studiando la mente nel suo passaggio fondamentale, la coscienza, non è in grado di dare alcuna spiegazione fisica (ma pensieri ed emozioni ci sono evidenti e concreti), ugualmente non ha risposte sull’esistenza dello spirito, e sembra non affannarsi nel ricercarle.
Se crediamo nella mente, ed è un fatto evidente, potremo credere anche allo spirito e alla spiritualità!

Cos’è lo spirito? È energia? Coscienza vera? Anima?
Qui lasciamo le certezze ed entriamo nella possibilità, nell’ammissibile, nell’intuizione, nella fiducia, nell’apertura all’ulteriorità (a qualcosa di più che giustifica il senso della vita). Qui posso raccontarvi la “mia sintesi”, che deriva dalle mie esperienze e soprattutto dalle valutazioni-esperienze di altri (in particolari da persone spirituali appartenenti a più culture). Io poi ho cercato di integrare il rapporto tra spirito e mente-corpo, secondo una visione scientifica moderna, perché raramente se ne parla. È consuetudine, infatti, che chi ricerca e studia la spiritualità, non si occupi di medicina, e viceversa.
E così si scopre che la spiritualità non è “spiegata” né dalla scienza, né dall’intelligenza, né dalla filosofia, e nemmeno dalla teologia: nessuna di queste può dimostrarla.

A differenza dei pensieri, delle emozioni e della personalità, lo spirito non ha nemmeno una struttura concreta che faccia da intermediario col corpo: non si tocca, non si vede e spesso non si percepisce.
A differenza del corpo e della mente, inoltre, non può perseguire un obiettivo concreto, non può riflettere né voler modificare qualcosa. È semplicemente (!) la nostra essenza.
Lo spirito è un’entità che va oltre la mente, oltre a pensieri ed emozioni, più in profondità, se così possiamo dire.

È coscienza pura, coscienza di sé, indipendente e unico, e allo stesso tempo in intima connessione con l’universo.
È un’entità che produce e ispira armonia, positività, amore assoluto ma talvolta (non si può negare) può essere anche negativa e distruttrice. Sicuramente vi sarà capitato di vedere persone che sono oggetto di cattiverie o umiliazioni, anche se, il soggetto che le esprime, non ne possa trarre beneficio o guadagno. Pura e gratuita cattiveria.
Forse è capitato anche a noi?
Lo spirito è essenzialmente percezione (non dei sensi), ma del sé profondo. Un sé espanso che si dilata nell’universo e di cui è parte insieme a tutti gli altri, pur mantenendo la propria individualità.

Secondo una visione della meccanica quantistica è possibile l’esistenza di 2 situazioni diverse e simultanee di materia (particelle subatomiche) in parti diverse dello spazio: dualità particella-energia.
La Fisica Quantistica è la scienza che sta alla base del comportamento di atomi, elettroni, particelle subatomiche e luce, dando tra l’altro una spiegazione del funzionamento del DNA. La scelta delle opzioni di stato è casuale ed è l’osservatore a determinare il comportamento dei “quanti” (subparticelle)… sarà il libero arbitrio?

È coscienza libera e connessione, abbiamo detto. È forza che si può trasferire dallo spirito alla propria mente, ma che è anche contagiosa…Se la mente è il luogo dei pensieri (talvolta dei troppi pensieri, dei pensieri anche indesiderati, dei pensieri influenzati…), lo spirito è il VUOTO (assenza di pensieri), senza forma, caos (energia libera), capace di essere il più alto, positivamente, o il più basso, negativamente. Quindi indeterminazione, capace di evolversi in modo diverso, in completa libertà.

C’è la possibilità di una gestione responsabile verso l’armonia e l’amore?

Attraverso la spiritualità (più che con il pensiero e il ragionamento) abbiamo la possibilità di scelta. La spiritualità in questo senso potrebbe essere “aiutata” (spinta ad una propensione) da una sorta di sforzo gentile: un ascolto con il cuore delle persone e della natura, una condivisione del bene, una propensione alla connessione. Ciò potrebbe essere possibile, solo, se prima ci si è liberati da tutti i possibili condizionamenti negativi dello stare nel mondo, sperimentando il silenzio interno e l’accettazione di tutto ciò che esiste (bene e male). Dall’accettazione del male, nostro o altrui, che comporta il dolore di tale esperienza, si può “dissolvere” il male e avvicinarsi alla luce. Può essere amore vero, percepito dagli altri anche senza prova, che non si aspetta nulla dagli altri, che “toccherà il cuore” altrui senza altre necessità.

Sarà un guardare e ascoltare senza giudicare.
Questo nella vita quotidiana, ma un aiuto importante può venire dallo sviluppo delle proprie capacità interiori, dall’allenamento al silenzio e alla percezione di sé al di fuori dei pensieri, dalla meditazione, orientata verso il bene, verso l’amore e l’accoglienza.
Concludendo: Corpo-mente-spirito non sono separati ma convivono e interagiscono tra loro.

Mi piace pensare al rapporto corpo-mente-spirito coma alla relazione esistente tra i vari componenti di un’orchestra, i musicisti, visti come il corpo e i suoi organi, il direttore d’orchestra, come la mente che concretamente dà gli ordini e le regolazioni delle funzioni organiche e dei pensieri-emozioni, e il compositore, come lo spirito che dà il senso, l’orientamento e suggerisce il tono della composizione.

P.S. Dopo tutto ciò potrei concludere, clamorosamente, che non è il sapere, la conoscenza, le capacità dell’uomo, che definiscono il senso di pienezza e danno felicità e gioia (saremo sempre nella condizione di aspettare qualcos’altro, qualcosa di più… vivendo di attesa e di paura), ma la semplicità, la meraviglia, lo stupore per il vissuto presente, per la nostra presenza nel mondo e per la nostra vita. Gioia che deriva dall’amore per gli altri, per ciò che ci circonda, per noi stessi.

Le persone che hanno ispirato questi miei pensieri sono stati
Franz Jalics, Pablo d’Ors, Tommaso Bogliacino, Vito Mancuso, Federico Faggin… e non ultimo mio padre.
Utili i miei studi in medicina e comportamento, nel rapportare ed unire, in qualche modo, scienza e spiritualità.

Paolo Bortolotto

La tua età biologica è inferiore o superiore a quella anagrafica?

Prendo spunto da uno studio scientifico pubblicato alcuni giorni fa su “Nature Aging” di N. Sayed, D. Furman et al*: come si sa, l’età biologica, cioè la vera salute delle nostre cellule, degli organi e di tutte le nostre funzioni, può non corrispondere all’età anagrafica.
Quando la prima è più avanzata della seconda, ed è evenienza frequente, esiste un maggiore rischio di malattie cardio-vascolari e neuro-degenerative, ma anche di tumori e malattie da disregolazione immunitaria.
Un marker affidabile di valutazione dell’età biologica è l’infiammazione.

La notizia buona, è che è possibile ridurre l’infiammazione sistemica, causa di malattie croniche, e avere così una
ETA’ BIOLOGICA INFERIORE A QUELLA ANAGRAFICA,
anche se ci si trova già in fase di aging precoce e malsano!
Questo vale sia per chi ha 60 anni, come per chi ne ha solo 30.

La valutazione dell’età biologica è già da tempo possibile e gli studi scientifici in merito sono molti. Esistono tuttavia valutazioni diagnostiche che nella pratica sono poco ripetibili (non solo per il costo) e quindi con scarsa possibilità di valutare l’efficacia del trattamento nel suo corso: di fatto escludiamo la possibilità di correzioni e l’efficacia.
Una di queste è la valutazione di marcatori epigenetici (studio del DNA).

Nello studio pre-clinico cui faccio riferimento all’inizio, invece, si propone una valutazione con un biomarcatore proteico. Se la valutazione futura su larga scala fosse positiva potrebbe risultare una soluzione pratica e semplice. La terapia ipotizzata dagli autori tuttavia è farmacologica, con anti-infiammatori, non esente da complicanze a lungo termine. Per ultimo la terapia dovrà continuare per tutta la vita: i farmaci necessari riducono l’infiammazione, ma le cause che la provocano persistono!
Azzarderei dire che il beneficio potrebbe essere solo parziale.

Esistono già, tuttavia, valutazioni strumentali non invasive, scientificamente validate, e facilmente ripetibili, che individuano l’infiammazione sistemica e soprattutto svelano le cause primarie dell’infiammazione. Conoscendo queste, non sono necessari farmaci e non si incorre in danni iatrogeni.

L’infiammazione sistemica cronica, come ben si sa, da G. Chrousos a R.H. Straub in poi (vedi bibliografia in basso), è conseguente all’attivazione dello Stress System con coinvolgimento dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrenalico (cortisolo) e dell’asse adrenergico (citochine infiammatorie), dovuta a cause fisiche, metaboliche e psico-emotive, per la massima parte, o da cause genetiche-epigenetiche. Nb. Anche in quest’ultimo caso c’è la possibilità di regolare l’espressione genetica attraverso la modifica di una serie di “comportamenti” quotidiani che hanno la capacità di modulare l’espressione genica del DNA.

Quella che chiamiamo Medicina Comportamentale, consiste nella conoscenza e modulazione delle disfunzioni fisiologiche che hanno portato alla perdita dell’omeostasi. Il trattamento procede attraverso il ripristino dei fattori individuali alterati: alimentazione anti-infiammatoria, recupero dei ritmi giornalieri circadiani, aumento della massa muscolare fisiologicamente necessaria a mantenere bassa l’infiammazione, modulazione degli squilibri psico-emotivi da stress lavorativi o genetici (…) utilizzando, ad esempio, potenti esercizi respiratori di regolazione del SNA e SNC (sistema nervoso autonomo e centrale), attività fisica aerobica e altre tecniche specifiche anti-stress.

Tali terapie NATURALI sono adatte a tutti e perseguibili come un vero e proprio Stile di Vita.
Permettono il recupero dell’età biologica e concedono, non solo salute e prevenzione dalle malattie croniche, principali cause di morte, ma rapido benessere ed energia per affrontare la vita quotidiana, migliorare il proprio lavoro e dare pieno significato alla nostra vita.

Non mi resta che aggiungere, pensando in particolare alle persone più giovani,
buon sano invecchiamento!

 

Dott. Paolo Bortolotto MD Rehabilitation Specialist
Alta Formazione in Neuro-immuno-modulazione, Metabolismo, Nutrizione Clinica, Riabilitazione

Studio Medico Specialistico ManualTherapy
Padova, P.tta Pedrocchi 12  /  Solo per appuntamento al 344 0411494

 

Estratto di bibliografia

1. Chrousos, G.P. Nat. Rev. Endocrinol.5, 374-381 (2009) Stress and disorders of the stress system
2. Stress and inflammatory biomarkers and symptoms are associated with bioimpedance measures C. Tsigos, C.
Stefanaki, G.I. Lambrou, D. Boschiero, G.P. Chrousos Eur J Clin Invest. 2015 Feb;45(2):126-34
3. R.H. Straub et all. Energy regulation and neuroendocrine-immune control in chronic inflammatory diseases, Review, J.Intern.Med. 2010; 267: 543–560
4. R.H. Straub, The brain and immune system prompt energy shortage in chronic inflammation ageing, Nature Reviews, Rheumathology, vol. 13, pages 743-751, 2017
5. J.F. Thayer, M.Mather, J.Koening, Stress and Aging: a neurovisceral integration perspective, Psychophysiology 2021 Jul;58(7)
6. J.Z. Ilich, Nutritional and Behavioral Approaches to Body Composition and Low-Grade Chronic Inflammation Management for Older Adults in the Ordinary and Covid-19 Times, Nutrients 2020, 12(12), 3898
7. M. Tieland, I. Trouwbort B.C. Clark, Skeletal muscle performance and age, J. Cachexia Sarcopenia Muscle 2018 Feb; 9(1):3-19
* N.Sayed…D.Furman, Inflammation clock’ can reveal body’s biological age, Nature Aging 1,598-616, 2021 Jul 12

Fibromialgia

Una cura per eliminare le “fonti” del dolore

Aspetti generali

La fibromialgia (FM) è una malattia cronica stimata per frequenza, in Italia, tra il 2 e l’8%, ma sicuramente sottostimata … per scarsa conoscenza.
Gli stessi criteri di diagnosi e trattamento sono più volte cambiati negli anni in relazione ad una rapida evoluzione delle conoscenze, specie nel campo delle neuroscienze, mentre le linee guida europee (e non), si aggiornano a “larghi intervalli”…
Nell’esperienza quotidiana, infatti, la terapia varia decisamente a seconda dello specialista consultato (del tipo di specializzazione del medico, dell’aggiornamento o della capacità di sintesi di aspetti che spesso sono gestiti da più specialisti), generando duplicazioni di accertamenti diagnostici e peregrinazioni del paziente in cerca di diagnosi e cura efficace, che piuttosto raramente si raggiunge.
ln questo modo la terapia affronterà spesso solo alcuni degli aspetti, rimarrà cioè settoriale, riflettendo gli studi specialistici del medico in causa. E non andrà alla vera soluzione del problema.

Secondo quello che è l’approccio generale nel nostro studio medico, verrà fatta invece una valutazione multi-disciplinare, com’è nella nostra formazione, seguendo aggiornamenti e sviluppi “day by day”.

Sintomi principali e secondari

In FM i sintomi più caratteristici sono quelli muscolo-tendinei-fasciali.

Verrà considerato qui non solo l’aspetto muscolo-tendineo, proprio della classica riabilitazione ortopedica, ma altrettanto gli aspetti riguardanti le neuroscienze, endocrinologia, immunologia, metabolismo e nutrizione, tutti fattori che verosimilmente sono implicati e intrecciati tra loro nelle alterazioni della malattia.

Ciò che verosimilmente sta alla base di tutto è uno stato di stress cronico e/o di infiammazione sistemica cronica low grade che determina un’alterazione dei meccanismi di “processamento” del dolore (asse HPA, attività SNA simpatico-vagale, alterazioni di aree cerebrali come l’amigdala, ippocampo ecc.), con scompensi e danni su vari sistemi, dal sintomo fatica al sonno, disturbi dell’umore, sintomi gastro-intestinali, ecc.

La mappa delle aree di dolore muscolare o tender-points è quella qui sotto raffigurata.
Non necessariamente tutte le aree sono presenti contemporaneamente nello stesso paziente, spesso sono migranti, altre volte diffuse o multifocali.

Altri potenziali disturbi presenti nella FM interessano altri “apparati”.

 n.b. diversi tra i sintomi successivamente descritti, coincidono con quelli di altre sindromi, potremmo dire “imparentate”, come la CFS (Sindrome da fatica cronica), Me/CFS (encefalomielite mialgica) e la MCS (Sindrome da multisensitività chimica).

Tra i più frequenti sintomi non muscolari troviamo alcuni o numerosi tra questi disturbi:

Sintomi sistemici
Dolore sistemico / iperalgesia
Aumento di peso
Alterazioni della termoregolazione
Alterata sensitività chimica
Ipersensibilità ai farmaci

Sintomi “centrali”

Cefalea cronica, cefalea miotensiva, emicrania
Disturbi del sonno (insonnia, risvegli notturni, risveglio precoce, sonno non riposante)
Vertigini o instabilità posturale
Disturbi cognitivi
Disturbi della memoria
Brain fog (confusione mentale, ridotta concentrazione, disorientamento)
Fenomeni da sovraccarico sensoriale (ipersensibilità a luce, suoni, odori, sapori)
Ansia
Depressione

Sintomi muscolari (oltre ai più frequenti tender point)
Dolore miofasciale
Fatica cronica
Tensione, fascicolazioni o crampi muscolari

Sintomi articolari
Rigidità articolare mattutina
Disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare
Dolori articolari migranti
Dolori toracici

Occhi
Disturbi della visione, visione offuscata, diplopia ecc.

Orecchie
Acufeni, ronzii, sensazione di tappo, instabilità posturale

Pelle
Orticaria, dermatite atopica

Apparato digerente
Nausea
Sindrome del colon irritabile

Apparato urinario
Cistite interstiziale, disuria, pollachiuria, minzione imperiosa, incontinenza “parziale”

Sistema riproduttivo
Dismenorrea, irregolarità mestruale

Cosa possiamo fare per combattere questa malattia?

Dalle informazioni ufficiali più aggiornate disponibili (ad es.le ultime Linee Guida Eular 2016 , vedi n. 136) ricaviamo che:
l’unica raccomandazione “forte” è a favore dell’attività fisica, anche se, si sottolinea, non esiste la possibilità di distinguere il tipo di attività più opportuna: di tipo aerobico o di rinforzo muscolare?

Nel frattempo molto è stato sperimentato e scritto…
Io comunque confermo: non esiste, per la fibromialgia (sindrome che raggruppa numerose forme di distubi), un’attività fisica specifica valida per tutti.
Tuttavia non vuol dire che non si possa trovare la terapia efficace nel caso specifico!
Và valutata infatti la singola persona (non la malattia), la sua situazione fisiologica, patologica o borderline:
composizione corporea, VO2, potenza del sistema nervoso autonomo e prevalenza dell’attività del sistema nervoso simpatico piuttosto di quello parasimpatico… e influenza sullo stato infiammatorio, alterazioni funzionali e strutturali di aree cerebrali…

E’ necessaria una valutazione e un trattamento specifico per ogni persona!

Sembra evidente. In realtà si fa spesso il contrario e si ricerca una via semplice – una scorciatoia poco faticosa (succede anche per altre patologie, ad esempio la lombalgia cronica).
Spesso esistono i mezzi per risolvere i problemi: ci vuole però pazienza, costanza, e individualizzazione del trattamento.

Nel nostro studio medico, sulla base delle personali alterazioni e disturbi, verrà combinata una multi-terapia personalizzata che può comprendere:

1) Alimentazione anti-infiammatoria e supplementazione per correggere eventuali scompensi della composizione corporea e metabolico-funzionali

2) attività fisica specifica (secondo le proprie capacità, da livelli minimi ad un progressione graduale, potrà essere aerobica, di ipertrofia muscolare o mista, di tipo “touch”, ecc.)

3) regolazione degli stress cronici (psico-emotivi, ma non solo) con tecniche varie, ad es. il feedback respiratorio (secondo modalità personalizzate), meditazione, ecc.

4) regolazione dello stile di vita favorente o inducente tali stress (sonno, ritmi cicardiani, abitudini di vita…)

5) interventi di supporto psico-fisico locali e strutturali (ad es. neuro-agopuntura, auricoloterapia, micro-infiltrazioni locali, osteopatia, manipolazioni, ter. miofasciale, ecc.) necessari e importanti per ottenere la compliance del paziente e sostenerlo nel perseverare nel suo “cambiamento” attivo!

n.b. Solitamente non utilizziamo una terapia farmacologica (tranne eccezioni), approccio molto frequente invece nella pratica clinica corrente: le stesse LineeGuida Eular 2016 indicano i farmaci (antinfiammatori, antidepressivi, ansiolitici, ecc.) con raccomandazione “debole”, considerandoli prevalentemente sintomatici, con miglioramenti mai risolutivi, oltretutto gravati da effetti collaterali non trascurabili. E anch’io ne sono fermamente convinto.

MTH. Un viaggio risoluto verso la salute.

 

DOTT. PAOLO BORTOLOTTO,  Medico Fisiatra
Alta Formazione in Neuro-immuno-modulazione, Metabolismo, Nutrizione clinica, Riabilitazione

HealthyBalance

Calma e consapevolezza attraverso il rilassamento guidato

 

Parliamo di quel che dovrebbe essere un elemento importante della nostra vita, al di là di tutte le necessità e bisogni immediati.
Di quel qualcosa che fa la differenza tra semplicemente vivere, … in qualche modo vivere (sopravvivere),o essere invece consapevoli della propria vita.

Di ciò che è necessario per vivere la propria vita a fondo, indipendentemente dalle nostre possibilità o opportunità, ma comunque al meglio di queste.
Per vivere con soddisfazione e pienezza.
Possiamo sintetizzare il concetto con: Benessere psico-fisico.

Siamo abituati tuttavia a considerare il corpo e la mente come entità separate, e quindi parlando di benessere psico-fisico, solitamente intendiamo uno stato di armonia del corpo e della mente (come fossero appunto separate).

In realtà tale benessere si raggiungerà solo facendo un ulteriore passo: si tratta di tendere verso un’armonia tra corpo e mente.
Ed è solamente una differenza concettuale, perché il nostro corpo, la nostra fisiologia, funziona già con estrema integrazione, cioè come un “unicum”.
Il fatto però di non esserne coscienti e di comportarsi in modo dissonante, come fossero due entità differenti, è causa di danno ad entrambe.

Spesso anche la medicina, nonostante le sempre più numerose evidenze, fa fatica, nei fatti, ad accettare questa visione, per cui ogni specialista bada alle proprie conoscenze specialistiche e non ha il più delle volte una visione globale o multi-disciplinare della salute.

“Provare” in modo esperienziale questa fusione mente-corpo, ci avvicina ad un benessere vero, ma anche alla prevenzione o al recupero da malattia.

Inseriti in questa nostra società, in un contesto di automatismi, di schemi fissi, di sofferenza emotiva e di stress che tende a risucchiarci e a bloccarci, sicuramente non saremo indifferenti a questa prospettiva di miglioramento.
Non bisogna tuttavia avere fretta. È un modo di pensare che va lentamente interiorizzato, se ne siamo convinti. Se pensiamo ci possa essere davvero utile per sentirci meglio, per vivere pienamente.
È un modo di vivere che va, è il caso di dire, meditato, organizzato in tappe ravvicinate e realizzabili.

Raggiungere quest’armonia è un processo dinamico, in cui l’obiettivo è puntare all’omeostasi, ovvero all’equilibrio.

Pensiamo alle informazioni che continuamente riceviamo dall’esterno ma anche dall’interno di noi (perturbanti o stabilizzanti) che influenzano il nostro equilibrio psico-fisico.
Queste informazioni possono avere differenti livelli di “rilevanza”.
Possiamo considerare sia degli input fisici, che possono essere esterni o di contatto del nostro corpo con l’esterno (alimenti, farmaci, sostanze tossiche, inquinanti ecc.), che psichici, originati in vario modo entro di noi, in base a relazioni – influenze esterne, ma anche in relazione a funzioni organiche, perché il nostro stato fisiologico (composizione corporea e funzionalità organica) influenza profondamente la qualità dei processi psicologici.
– S. Porges PhD, Indiana University Bloomigton

Questi input possono poi essere, volontari e involontari.
Input involontari saranno ad esempio quelli filtrati dal nostro sistema nervoso autonomo, simpatico e parasimpatico, derivati in gran parte dalle nostre esperienze precedenti, ma anche derivati dalla nostra genetica o dall’epigenetica: ad es. traumi o esperienze negative perinatali, farmaci assunti in questo delicato periodo, l’alimentazione tenuta da nostra madre durante la gestazione, o nostra nei primi anni di vita, che hanno lasciato delle impronte di espressività genica, cioè di inibizione o di maggiore espressione di determinati geni.
Input volontari, possono derivare ad esempio dalla funzionalità del nostro intestino, cioè da ciò che mangiamo o non mangiamo, che influenza direttamente il nostro cervello.
Non perché il gusto di un cibo ci influenzi dal punto di vista psicologico (quest’effetto è relativo), ma perché le proprietà di un cibo possono influenzare il nostro umore e altre funzioni cerebrali, attraverso influenze sul microbiota, e da questo direttamente al cervello e alla funzionalità genica
– Prof. E. Mayer, University of California Los Angeles, Dir. del “Oppenheimer Center for Stress and Resilience”

Altre importanti influenze derivano dall’attività fisica o dalla “sincronizzazione” delle nostre azioni giornaliere con i cicli circadiani, al contatto con persone positive o negative…
– J. Hall , M. Rosbash, M.W. Young, premi Nobel per la medicina 2017

Il nostro stile di vita, il nostro comportamento complessivo, sarà fondamentale!

In questo senso ci può essere molto d’aiuto ricercare la consapevolezza delle proprie funzioni, organiche e psico-emotive, la consapevolezza di sé, concentrati sul presente, sul qui e ora, sulle sensazioni corporee, come Jon Kabat Zin ci ispira.
– Mindfuness-Based Stress Reduction,J.Kabat Zin, Biologo e Prof. Emerito di Medicina, fondatore della Stress Reduction Clinic e del Center for Mindfulness in Medicine – University of Massachusetts Medical School – USA

Concetti e visione globale da noi rivisti alla luce delle più moderne teorie neuro-scientifiche e della medicina multi-disciplinare
– S. Porges PhD, Indiana University Bloomigton 
– Prof. R.H.Straub –Università di Ratisbona D, studi sui rapporti sistema psico-neuro-endocrino
– Prof. G.P. Chrousos –University of Mariland, USA e Atene, interrelazione tra alimentazione, stress cronico e infiammazione

La consapevolezza che ci porta a promuovere questo equilibrio, ci orienta all’apertura, all’attenzione, alla comprensione… anche alla compassione, ad una trasformazione positiva o alla guarigione, se necessaria.

Lo scopo è arrivare ad uno stato di “regolazione” neurologico adattativo,
cioè di sana e soddisfacente alternanza tra:
– uno stato vigile, reattivo, energico, con prevalente attività del simpatico
– e uno stato di pieno recupero, di sintesi, protezione, socialità, con prevalente attività ventro-vagale.

Dobbiamo quindi darci il tempo per attuare il riposo:
sono da prendere in considerazione delle brevi e semplici pausenel corso della giornata, come anche di grande importanza la meditazione o mindfulness.
Da non dimenticare infine un adeguato sonno notturno: un sonno di qualità.

Questa sana alternanza, azione – riposo, è capace di portarci a uno stato di pieno benessere psico-fisico e di armonia, più in contatto con la realtà, più attenti, impegnati, in salute, in una parola, più felici!

Le vie di mezzo, cioè uno stato di parziale o insufficiente riposo, e uno stato di attività senza energia, senza forte motivazione, di attività… “faticosa”, sono deleteri per la nostra salute e benessere, e alla lunga portano alla malattia!

Una corretta co-regolazione degli stati emotivi e funzionali organici, come quelli ormonali, digestivi, cardiaci, respiratori, è strettamente connessa agli shift neurologici, cioè ai cambiamenti di stato del nostro sistema nervoso simpatico e ventro-vagale
– Prof. R.H.Straub –Univ. Ratisbona, D
– Prof. J.F. Thayer –Univ. Ohio, USA
– Prof. E.Ravussin –Univ. Luisiana, USA

Ci risulterà in questo modo più facile eliminare gli atteggiamenti autocritici, di deleterio rimuginio, di ripensamento del passato o di ansia per il futuro, per facilitare invece la chiarezza del pensiero, la fiducia in sé stessi, la consapevolezza distaccata dai giudizi, credenze e rigidità.

I vantaggi derivati da meditazione, mindfulness o semplicemente da pause giornaliere di rilassamento (guidato o appreso), è dimostrato possano regolarizzare l’equilibrio del sistema nervoso autonomo, dell’amigdala, ippocampo e di altri centri neurologici, riducendo tra l’altro i vari marcatori infiammatori.
L’eccesso di stress (lo stress cronico), causa infatti una dannosa infiammazione sistemica cronica di basso grado e nel tempo gravi alterazioni degenerative, autoimmunitarie, neurologiche, cardio-vascolari, metaboliche, oncologiche…

In sintesi, lavorando sulla mente (come in una sorta di allenamento), sull’alimentazione, sull’attività fisica e sul nostro complessivo stile di vita,
riduciamo l’infiammazione e preveniamo o moduliamo tutte le malattie degenerative.
E, da subito, miglioriamo il nostro benessere e performance.

Buona salute e buona vita.

 

Dott. Paolo Bortolotto
Medico Fisiatra
Alta Formazione in Neuro-immuno-modulazione, Metabolismo,
Nutrizione Clinica, Riabilitazione

Come lavorare o studiare ed essere felici.

Come lavorare o studiare
ed essere felici.

 

Si, è vero. Lavorare non è solo responsabilità verso sé stessi o gli altri.
Lavorare con piacere può essere molto di più!

Si considera qui, naturalmente, un lavoro imprenditoriale, ma è altrettanto interessante valutare anche il rapporto tra imprenditore e collaboratori o dipendenti, con riflessi positivi su entrambi.

Come è possibile rendere il lavoro gradevole?

1) Lavora in un’ottica di apertura: coltivare buone e piacevoli relazioni con i collaboratori, favorisce anche lo scambio di idee e la creatività.

2) Riduci lo stress nel lavoro: vale naturalmente anche per i propri collaboratori o dipendenti; piccole pause o semplici facilitazioni aumentano la performance di tutti e favoriscono il benessere generale.
Anche la gentilezza, sempre più dimenticata, è un elemento importante per mantenere distensione e benessere nell’ambiente lavorativo.

3) Coltiva la curiosità e le tue conoscenze: è un ottimo modo per aumentare le energie, stimolare ulteriore creatività e sentirsi bene.

4) Incrementa l’autonomia di ogni lavoratore: offrendo la possibilità di un’area di sviluppo personale con una corrispettiva responsabilità, migliori contemporaneamente produttività e soddisfazione personale.

5) Cerca un’integrazione positiva tra gli aspetti lavorativi e quelli più personali (della propria vita): se il lavoro è veramente piacevole e soddisfacente, non necessariamente và isolato dal resto della nostra vita. Farà piacere parlarne anche con gli altri o in famiglia, così come intrecciare relazioni “miste” lavoro – tempo libero: può essere molto interessante!

6) Ridefinisci, di tanto in tanto, i tuoi obiettivi e progetti professionali in base ai cambiamenti della tua vita e ai cambiamenti della società.

7) Concediti una piccola pausa giornaliera o talvolta anche di più: passeggiare da soli o in compagnia, ascoltare musica, leggere, guardare un buon film, stare nella natura … o semplicemente non fare nulla: è indispensabile per ricaricarsi, dare nuova energia al lavoro, trovare soluzioni nuove e creative che in altro modo sarebbero impossibili!

Il tempo? Sacrificare un’ora di lavoro (e di guadagno), ripaga in benessere, salute e in fondo … in produttività.


Ora introduciamo un concetto nuovo
(non un’ovvietà, né pura teoria, ma obiettivo reale):

preservare o migliorare attivamente la propria salute, al meglio delle possibilità, ha profondi riflessi sul nostro lavoro e ovviamente sul benessere generale e sulla felicità. Dunque vale anche il contrario.

Impegnati per migliorare salute e performance psico-fisica:
aumenterà l’efficienza del tuo lavoro e … la felicità

più concentrazione, agilità mentale, memoria, coordinazione,
pensiero creativo, consapevolezza, positività …

Non è una “terapia passiva”. La comprensione dei meccanismi messi in atto e il coinvolgimento attivo nella cura saranno lo stimolo ad una maggior motivazione.

Le tecniche utilizzate sono strettamente individuali, basate sulle personali condizioni fisiologiche o patologiche, seguendo le più aggiornate conoscenze medico-scientifiche.
(vedi chi siamo, curriculum dr. Bortolottocurriculum dr. Sarto )

In sintesi, si tratterà di ottimizzare o modificare il tuo “stile di vita”, considerato da questi studi un fondamentale fattore di prevenzione e trattamento di importanti patologie, dalle malattie cardio-vascolari, a quelle neuro-degenerative, metaboliche (diabete, obesità …), muscolo-articolari, tumorali, ecc.:
(vedi infiammazione sistemica cronica, alimentazione anti-infiammatoria)

i pilastri per ottenere salute e performance sono:

  • attività fisica personalizzata 
  • nutrizione ottimizzata o nutrizione clinica
  • riduzione degli stress cronici (psico-emotivi, fisici come sedentarietà, sonno …, metabolici come farmaci, inquinanti …)

La realizzazione si basa su vari tests valutativi, alcuni dei quali strumentali (non invasivi), e successive tecniche “auto-riabilitative” o, se necessario, riabilitative.

Salute e felicità si costruiscono con impegno… non si ottengono passivamente!

Un viaggio risoluto verso la salute.

Per attività clinica e informazioni:
Manual Therapy+ / Padova, p.tta Pedrocchi 12 / tel. 344.0411494

 

Lo stress influenza il tuo cervello !

Un eccesso di lavoro, problemi o litigi famigliari, orari sregolati, poco sonno e alimentazione scorretta, possono causare stress cronico.

A causa di ciò, col tempo, il tuo modo di essere e di reagire può modificarsi.
Tutto parte da un’alterazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene: sono delle interazioni tra ghiandole endocrine di cervello e surrene che portano alla produzione dell’ormone cortisolo.

Ci saranno alterazioni delle connessioni neuronali a livello dell’amigdala, area cerebrale che controlla la paura, così come a livello dell’ippocampo, con deficit di memoria, apprendimento e controllo dello stress (anche di quello normale e positivo, utile ad esempio in situazioni in cui serve massima concentrazione e risposta fisica: competizione o discorso in pubblico).

Il risultato potrà essere una vera e propria “restrizione” del cervello (atrofia), riduzione delle sinapsi (i collegamenti tra neuroni) e della corteccia prefrontale sede di comportamenti come concentrazione, decisione, giudizio critico e interazione sociale.
Tutte queste alterazioni possono essere prodromiche a gravi malattie, cioè anticipare  depressione, Alzheimer e altro, o semplicemente all’inizio, manifestarsi con risveglio poco riposato, irritabilità, cattivo umore, sensazione di impotenza o isolamento.
Si può infine avere un’alterazione del DNA del cervello, o più precisamente nell’espressione dei geni – è detta alterazione epigenetica – con effetti trasmissibili alla progenie (alterazioni ereditarie!).

Tuttavia, anche se vi trovate già in queste condizioni,

La battaglia non è persa.

Non rimanete sotto la pressione dannosa di questa routine !!
Gli effetti perversi dello stress cronico sulla tua salute psico-fisica si possono correggere con un fermo impegno personale e la guida di una persona esperta.
Le basi per contrastare l’effetto del cortisolo sul cervello (ma ci sono effetti anche sulle capacità fisiche, sul metabolismo, sulla funzionalità cardio-vascolare e sulle degenerazioni tumorali) sono semplici ma efficaci:

  • esercizio fisico (mirato alle specifiche personali alterazioni che richiedono quindi attività fisiche diverse, da quelle aerobiche secondo modalità specifiche, a quelle muscolari, all’allenamento “reattivo” e flash-reflex, sport drills, ecc. )
  • meditazione (mindfulness) e training respiratorio (esercizi di feed-back respiratorio sulla base di tests strumentali)
  • alimentazione corretta e adattata ai propri deficit energetici e di composizione corporea, necessaria per la correzione degli squilibri metabolici indotti dallo stress cronico
  • esercizi per l’equilibrio posizionali progressivi, propriocettivi, oculo-vestibolari

La potenza della messa in pratica regolare di tutte le tecniche proposte è enorme, con un recupero delle alterazioni strutturali e funzionali del cervello. Ciò si accompagnerà ad un cambiamento del proprio stile di vita e allo sviluppo di un pensiero positivo.

I cambiamenti del proprio comportamento, in corso di recupero, non dovranno essere vissuti come costrizioni o vincoli, ma come piacevoli conquiste. Anzi presto vi accorgerete come, in realtà, fossero pesanti le precedenti abitudini.

Quindi

NON FARTI ABBATTERE DALLO STRESS QUOTIDIANO e dalla ROUTINE

controlla il tuo stress prima che lo stress influisca
sul tuo cervello, sul metabolismo, sulla tua SALUTE.
Ci vorrà impegno, ma anche grande soddisfazione personale per il recupero delle proprie performance:

Un viaggio coraggioso e risoluto verso la salute!

tumblr_nnw4n8s1fi1qhttpto1_1280

Healthy Lighting

Luce e buio biologico

Una sbagliata esposizione alla luce del nostro corpo (ritmo luce-buio nelle 24 h.) può causare problemi di salute: da iniziali scompensi nello svolgimento delle comuni attività quotidiane, ad una pericolosa progressiva azione neuro-degenerativa, fino a favorire alcuni specifici tipi di CANCRO (carcinoma del seno e retto-colon).

Il primo effetto riguarda l’alterazione dell’orologio biologico (ritmo circadiano)(1): ogni funzione corporea infatti è regolata da ormoni ed altri mediatori che agiscono in precise fasce orarie, al di fuori delle quali tendono a dare scompensi rilevanti. L’importanza di questa scoperta, per le possibilità di trattamento e prevenzione di numerose malattie, sta destando sempre maggior interesse (9).

Una malattia da … società industriale!

Nuovi disturbi che riguardano in particolare le società industrializzate, derivano così dalla stimolazione luminosa dell’occhio in ORARI INCONGRUI oltre che da particolari lunghezze d’onda della luce (COLORE DELLA LUCE) cui siamo sottoposti, ma anche da lavoro e pasti ad orari diversi da quelli programmati nel nostro DNA, ore di sonno ridotte, ecc.

Gli effetti di questi fattori si riflettono sulle produzioni ormonali di melatonina, cortisolo, insulina …, da cui derivano a loro volta alterazioni metaboliche, neuro-degenerative (specie depressione ed Alzheimer), diminuita efficienza del sistema immunitario e scompensi nelle attività quotidiane (3).

Naturalmente più fattori possono intervenire contemporaneamente sull’alterazione del ciclo cicardiano oltre agli errati stimoli luminosi, aumentandone il rischio.

Ricordiamo ad esempio, ma non sono gli unici, gli orari dei pasti, le abitudini sociali, la temperatura ambientale, i suoni, la caffeina.

Nell’azione cancerogena, in particolare, è importante una dieta ricca di grassi e a scarso contenuto di fibre, la presenza di vari addittivi …, ma non trascurabili sono appunto i vari fattori conseguenti all’alterazione del ciclo cicardiano, da cui deriva dimunuita efficienza del sistema immunitario, ridotta secrezione di melatonina (4), alterazione del ciclo del cortisolo con effetti di infiammazione sistemica cronica di basso grado (4; 5; 6).

 Qual è il meccanismo?

 Lo stimolo luminoso, raccolto dall’occhio, raggiunge le cellule neuronali gangliari della retina stimolando la produzione di un fotorecettore retinico chiamato melanopsina.

Colore e intensità della luce, come dicevamo, sono importanti, essendo lo stimolo dose-dipendente e percepito anche ad occhi chiusi!

Il segnale raccolto dall’occhio arriva quindi al nucleo cerebrale soprachiasmatico (ipotalamo), sincronizzando o meno le varie attiività metaboliche e neuronali dell’organismo …

Quali sono i primi disturbi?

I primi scompensi legati a errate esposizioni alla luce e all’alterazione dei normali cicli cicardiani, sono le modifiche comportamentali nelle normali attività quotidiane (chi ne è sottoposto le considera di poca importanza e inizialmente sembra adattarsi):

– di NOTTE: disturbi del sonno (addormentamento, risvegli notturni, scarsa qualità del sonno), aumento dello stato di vigilanza, aumento frequenza cardiaca e temperatura corporea ecc.
dovuti ad un ritardo nella produzione serale di melatonina (sarà poi ancora presente al mattino), persistenza del cortisolo di notte, mancata produzione dell’ormone dell’accrescimento …

 – di GIORNO: sonnolenza, stanchezza, lentezza, ipotensione ecc.

Importante:

E’ stato dimostrato che la luce ad alta intensità e di COLORE BLU (lunghezza d’onda di 460 nm), caratteristica di SMARTPHONE, PC, televisione … NELLE ORE SERALI, sia in grado di alterare il nostro orologio biologico impedendo la produzione di melatonina notturna e innescando un assetto neuro-metabolico in “modalità giorno”.

Al contrario una luce artificiale diurna (lavoro in ambiente chiuso) con componenti GIALLO-blu come le comuni luci da interno, cioè con caratteristiche diverse dalla luce NATURALE BLU-violetto (ILLUMINAZIONE BIOLOGICA), spinge il nostro cervello e metabolismo in “modalità notte” (7; 8).

Cosa dobbiamo fare per rimanere in salute?

Per preservare il corretto ciclo cicardiano, e prevenire importanti malattie,
CONSIGLIAMO quindi:

evita luci con spettro blu di sera-notte: luci LED e in particolare CELLULARI, PC, tablet e simili
– se proprio non puoi mantenerti aderente alle fasi orarie di BUIO BIOLOGICO stagionale (alba – tramonto), utilizza almeno, nelle ore di buio, luci “calde” e a media-bassa intensità
imposta sul tuo smartphone o PC il “night shift” se è disponibile: è una particolare impostazione dello schermo che attiva una luminosità a tonalità calde dal tramonto all’alba
evita attività fisiche o psichiche impegnative in ore serali e notturne
coricati abitualmente tra le 10.00 e le 11.00 riservando almeno 7-8 ore al sonno
nel indoor diurno (luoghi chiusi) usa luci di buona intensità e colore blu (460nm), ad es. LED, che mimano, entrambe, la luce biologica. In caso contrario si rischia un’oscurità biologica anche di giorno tale da non inibire la secrezione di melatonina ed alterare quindi il ciclo cicardiano.
non ridurre, comunque, eccessivamente l’esposizione alla luce diurna naturale (LUCE BIOLOGICA): oltre che mantenere i ritmi biologici corretti, ha effetti antidepressivi, migliora l’umore e induce la produzione di vitamina D, fattore essenziale per numerosissime funzioni corporee. Non è stata individuata a tutt’oggi una dose giornaliera ottimale, ma verosimilmente non è inferiore a diverse ore al giorno.

Altri fattori importanti per mantenere un corretto ciclo cicardiano sono:
colazione “energetica” ed abbondante la mattina (tra le 6.00 e le 8.00), cena leggera, anche solamente vegetariana, tra le 19.00 e le 20.30
fare attività fisica / sportiva al mattino (preferibilmente a digiuno), comunque non alla sera
– non considerare come unico momento per le attività sociali quello serale-notturno
ridurre lo stress con le tecniche più adatte alla propria indole e ai propri squilibri neuro-metabolici: mindfulness-meditazione, tecniche di biofeedback respiratorio, ipnosi ericksoniana, stimolazione del nervo vago in vari modi compresa l’agopuntura.

Se ci sono dubbi o difficoltà

nel mettere in pratica questi consigli, o per valutazioni di disturbi esistenti relativi a quanto detto, siamo disponibili ad un colloquio, visita o trattamento secondo le modalità operative che potete vedere in questo sito web:
home page > servizi > patologie trattate > modulo contatti ecc.

1) Rea MS, Bullough JD, Figueiro MG. (2001) Human melatonin suppression by light: A case for scotopic efficiency. Neurosci Lett 299(1-2): 45-48.2) Hattar S, Liao HW, Takao M, DM, Yau KW. 2002. Melanopsin containing retinal ganglion cells: architecture, projections, and intrinsic photosensitivity. Science 295(5557): 1065-1070.
3) Berson DM, Dunn FA, Takao M. 2002. Phototransduction by retinal ganglion cells that set the circadian clock. Science 295(5557): 1070-1073
4) Hebert, M., Martin, S. K., Lee, C. and Eastman, C. I., 2002. The effects of prior light history on the suppression of melatonin by light in humans. Journal of Pineal Research, 198-203, 2002.
5) M. Moser, K. Schaumberger, E. Schernhammer, R. G. Stevens, “Cancer and rhythm”, Cancer Causes Control (17), 2006, pp. 483-487
6) M.G. Figueiro, J.D. Bullough, R.H. Parsons, M.S. Rea, Preliminary evidence for a change in spectral sensitivity of the circadian system at night,. Circadian Rhythms 3 (2005) 14

7) Cajochen C., Munch M., Kobialka S., Krauchi K., Steiner R., Oelhafen P., Orgu l S., and Anna Wirz-Justice, High Sensitivity of Human Melatonin, Alertness, Thermoregulation, and Heart Rate to Short Wavelength Light, The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism 90(3):1311–1316, 2005

8) P.T. Stone, “The effects of environmental illumination on melatonin, bodily rhythms and mood states: a review”, Lighting Res. Technol. 1999; 31: 71–79, P. R. Boyce, “The impact of light in buildings on human health, Indoor Built Environ, 2010 ;19;1:8–20

9) Boivin DB, Boudreau P, Impacts of shift work on sleep and circadian rhythms, Pathol Biol (Paris). 2014 Oct;62(5):292-301

Salute e longevità migliorando la microcircolazione

COME OTTENERE SALUTE E LONGEVITA’
migliorando la MICRO-circolazione.

Organi e tessuti ricevono nutrienti e O2 attraverso l’irrorazione sanguigna. Lo scambio nutrienti-scorie avviene a livello dei MICROVASI (diametro < 200 micron) assicurando un buon flusso ematico per azione della pompa cardiaca e della corretta contrazione-rilassamento dei microvasi (VASOMOZIONE):
è  influente in questo caso il ritmo di contrazione efficace!

La regolazione periferica del flusso sanguigno e la buona irrorazione di tessuti e cellule dà EFFICIENZA al SISTEMA IMMUNITARIO, migliora le PRESTAZIONI FISICHE e MENTALI, ACCORCIA I TEMPI DI GUARIGIONE e recupero.
Al contrario cattive abitudini di vita, stress cronico, deficit di sonno, malattie e invecchiamento alterano la corretta vasomozione dei microvasi.

Lo stimolo ELETTRO-MAGNETICO PLURIDIMENSIONALE non invasivo da noi utilizzato MIGLIORA la MICROCIRCOLAZIONE fino al 30% (contro il 5-8% dei comuni apparecchi per magnetoterapia ASPECIFICA, confrontati in uno studio comparativo pubblicato nel 2013: W. Bohn, J. Complement Integr Med. 2013; 10 (suppl)S1, 51, su PubMed).
L’efficacia microcircolatoria di tale stimolo PLURIDIMENSIONALE non dipende dal campo magnetico a bassa freq. e bassa intensità (presente nelle comuni magnetoterapie ) ma da una determinata scansione temporale (terapia SPECIFICA con azione sulla VASOMOZIONE).

Una persona sana ha 3-6 movimenti vasomotori al minuto, mentre una persona anziana o diabetica ha, ad esempio, 1 solo movimento ogni 10 minuti.
Il segnale pluridimensionale dell’onda Bemer-type (brevettato) ha una durata di 2 minuti, nella quale si susseguono tempi, frequenze e pause, frutto di lunghi studi del Prof. R. Klopp, Direttore dell’Istituto per la Microcircolazione di Berlino
(successiva collaborazione tra Bemer e NASA, ente spaziale-USA).

L’efficacia di questo particolare stimolo magnetico è inoltre esaltato dalla messa in atto di un PERSONALE LIFE-STYLE (studiato sul singolo individuo) per migliorare la cause prime di inefficienza del microcircolo e di infiammazione sistemica cronica, come stress, alimentazione, sonno, deficit di attività fisica, ecc.

Dott. Paolo Bortolotto – Medico Fisiatra
Alta formazione in neuro-immuno-modulazione,
metabolismo, nutrizione clinica, riabilitazione fisica

Bibliografia

– Stimolazione terapeutica complementare nei deficit della vasomozione microcircolatoria arteriolare e del sistema immunitario per mezzo di un impulso fisico bio-ritmicamente definito su 50enni in riabilitazione, Klopp RC, Niemer W, Schulz J, J Complement Integrazione Med. 2013; 10 (Suppl):S31-9.
– Effect of Bemer magnetic field therapy on the level of fatigue in patients with multiple sclerosis: a randomized, double-blind controlled trial. Piatkowski J, Kern S, Ziemssen T.J Altern Complement Med. 2009 May;15(5):507-11.
– Long-term effects of Bio-Electromagnetic-Energy Regulation therapy on fatigue in patients with multiple sclerosis. Ziemssen T, Piatkowski J, Haase R., Altern Ther Health Med. 2011 Nov-Dec;17(6):22-8.
– Effetti della stimolazione fisica della vasomozione arteriolare spontanea nei soggetti in riabilitazione, Klopp RC, Niemer W, Schulz J, J Complement Integrazione Med. 2013; 10 (supplico): S15-2
– Insomnia and risk of acute myocardial infarction: a population study. Laugsand LE, Vattene LJ, Platou C, Janszky I, Department of Public Health, Faculty of Medicine, Trondheim, Norway
– Gli effetti della “Terapia Fisica Vascolare Bemer”, un procedimento fisico di stimolazione dei vasi precapillari per la microcircolazione disturbata, sul sonno, sul dolore e sulla qualità di vita di pazienti con patologie varie utilizzando tre scale scientifiche riconosciute. Bohn W, Hess L, Burger R, J Complement Integrazione Med. 2013; 10 (Suppl): S5-13
– Effects of weak, low-frequency pulsed electromagnetic fields (BEMER type) on gene expression of human mesenchymal stem cells and chondrocytes: an in vitro study. Walther M, Mayer F, Kafka W, Schütze N., Electromagn Biol Med. 2007;26(3):179-90.

10 Regole per conquistare la Salute

Un importante causa di malattie

Un alterato scambio di informazioni tra CERVELLO-INTESTINO-MICROBIOTA (batteri intestinali), si associa a riduzione del proprio benessere, comparsa di sintomi aspecifici, compresa un’alterazione dello stato emotivo (ANSIA, DEPRESSIONE), fino a vere malattie degenerative tra cui PARKINSON e ALZHEIMER.

Solo una piccola parte di persone (5-10%) presenta una salute ottimale: fisica, psico-emotiva, buona vitalità e prestazioni personali, vita sociale, ottimismo e felicità.
Molti invece rientrano in quello che si potrebbe definire uno stato di pre-patologia:
i disturbi più frequenti sono stanchezza cronica, spesso dolore cervicale, lombare o dolori poliarticolari aspecifici, cefalee, insonnia o sonno disturbato.
Non di rado si sconfina in sindromi ben codificate come quella fibromialgica, colon-irritabile / colite cronica, depressione melanconica … in un continuum di gravità che non è altro che un’evoluzione dello stesso problema.

Come
influenze cerebro > intestinali o
influenze intestino > cervello
contribuiscono al rischio di sintomi aspecifici o malattie croniche degenerative?

Stress cronico o stress minori ripetuti, tra cui rientrano anche STRESS ALIMENTARI, AMBIENTALI, FARMACOLOGICI, oltre che PSICO-EMOTIVI, causano infiammazione sistemica cronica di basso grado e alterazione dei circuiti dello stress con danni metabolici, cardio-vascolari, cerebrali degenerativi e tumorali.
A livello intestinale si osserva un’alterazione del microbiota (batteri), aumento della permeabilità intestinale con iperstimolazione del sistema immunitario, spesso con malattie auto-immunitarie, aumento dei markers infiammatori sistemici (proteina C reattiva, omocisteina, emoglobina glicata, ecc.).
Tra i fattori coinvolti, oltre all’ALIMENTAZIONE INADEGUATA (eccessiva introduzione di calorie “vuote”, ossia derivate da cibi “processati” industrialmente con assenza di microelementi, scarso consumo di cibi fermentati, ecc.), troviamo fattori GENETICI ed EPIGENETICI (cioè alterata espressione genica acquisita) da esperienze negative pre-natali (della madre) o post-natali nei primi anni di vita.

Qualunque sia la causa, o l’insieme di cause, un ruolo importante è giocato dalla RIDUZIONE della NORMALE DIVERSITA’ di SPECIE BATTERICHE INTESTINALI o dalla differente produzione di metaboliti da parte degli stessi batteri, con importanti conseguenze sulla nostra salute.
Ricordo come nell’intestino sia enorme il numero di cellule nervose (50-100 milioni di neuroni), di cellule immunitarie e di cellule endocrine produttrici di ormoni: serotonina (il 95% di quella corporea), ma anche molecole deputate a regolare il sonno, lo stato emotivo, l’appetito, la sensibilità al dolore ed il benessere in genere!

La propria alimentazione influenza in modo importante il microbioma intestinale. Ad esempio un alto consumo di vegetali, tramite la produzione di “butirrato”, favorisce una buona comunicazione cervello/intestino e riduce gli effetti infiammatori indotti da un’alimentazione ricca di grassi e dolcificanti artificiali.

Ecco 10 REGOLE da tener presente per migliorare la SALUTE:

1. AIUTA IL TUO INTESTINO con CIBI NATURALI E BIOLOGICI
in questo modo elimini addittivi e sostanze chimiche dannose

2. LIMITA I GRASSI ANIMALI
in particolare la carne lavorata industrialmente (hamburger, wurstel, salumi, ecc.) che altera i segnali intestino-cervello per via immunitaria, minando la salute cerebrale attraverso alterazioni strutturali e funzionali, oltre che aumentando il rischio di tumori al seno, colon e prostata.

3. AUMENTA LA DIVERSITA’ MICROBICA INTESTINALE attraverso uso di cibi principalmente vegetali ad alta diversità (ampia varietà di vegetali) e una moderata quantità di carni magre, prediligendo quelle bianche e il pesce.
Tra gli altri ricorda, il peperoncino piccante, pepe menta ecc. che stimolano il sistema nervoso enterico e cervello.
Evita qualsiasi dieta “estrema” o alla moda. Le uniche diete “validate” (ampia certificazione di studi scientifici) sono la dieta MEDITERRANEA TRADIZIONALE (non quella comunemente usata), la dieta di OKINAWA, la nuova dieta SCANDINAVA e la dieta ASIATICA-COREANA.

4. AUMENTA IL CONSUMO DI CIBI NATURALI FERMENTATI e di PROBIOTICI.
Alimenti naturali e NON PASTORIZZATI (possibilmente preparati in casa) come i crauti, kefir, miso, kimchi … SENZA emulsionanti, coloranti e dolcificanti artificiali, a basso contenuto di grasso.
Alcuni probiotici in compresse o alimenti arricchiti possono essere utili, specie in periodi di forte stress o dopo uso di antibiotici e in età avanzata.

5. RIDUCI LA QUANTITA’ COMPLESSIVA DI CALORIE (vale per la maggior parte delle persone) e attua un “DIGIUNO ORARIO” ovvero almeno 12 ore consecutive senza introdurre cibo (es. 19.00 – 7.00).
Ciò attiva contrazioni periodiche dei muscoli intestinali di grande ampiezza ed energia che ripuliscono l’intestino, riducono i disturbi addominali, gonfiore e contaminazione da batteri “cattivi”.

6. ASSUMI QUANTITA’ MODERATE DI CIBO o digiuna SE IN QUEL MOMENTO SEI IRATO, TRISTE o particolarmente stressato:
in queste situazioni la parete intestinale è più permeabile a batteri e sostanze tossiche, aumenta l’attività immunitaria intestinale (intolleranze, allergie …) e la produzione di ormoni dello stress come l’epinefrina.
n.b. nei periodi di stress, ansia o depressione, aumenta anche la necessità di “comfort foods” poco utili alla salute!

7. UTILIZZA UNA DIETA CICARDIANA ANTI-INFIAMMATORIA che segua i normali cicli ormonali (cortisolo, insulina, gh, testosterone …). In sintesi fai una abbondante colazione anche con zuccheri e carboidrati, e riducili gradualmente durante la giornata. Alla sera assumi prevalentemente vegetali, sempre secondo l’orario biologico naturale.

8. CONTROLLA l’ALIMENTAZIONE E LO STRESS IN GRAVIDANZA, così come è consigliato l’allattamento al seno fino all’età di 3 aa., perché in questo periodo si forma in modo stabile il microbioma che influenzerà la vita dell’adulto.
L’infiammazione, lo stress e la dieta materna scorretta influenzano negativamente lo sviluppo cerebrale fetale con aumentato rischio di autismo e schizofrenia.

9. MANGIA spesso CON EMOZIONI POSITIVE e IN COMPAGNIA: condividi in tranquillità il pasto con persone piacevoli o amici. Ciò stimola il cervello alla produzione di ormoni benefici che contribuiscono a mantenere una corretta comunicazione cervello-intestino.

10. UTILIZZA TECNICHE ANTISTRESS come l’esercizio fisico personalizzato, tecniche di consapevolezza come la meditazione o mindfilness, il biofeedback respiratorio, interventi psicologici mirati o l’ipnosi eriksoniana, utili per normalizzare le informazioni cervello-intestino e per migliorare il processo decisionale intuitivo … (!)
_________

Nello scrivere questa breve guida ho tratto insegnamento e ispirazione dalla viva voce del prof. E. Mayer, che ho avuto modo di ascoltare più volte negli ultimi anni, gastroenterologo e tra i maggiori esperti mondiali nelle relazioni cervello-intestino, Direttore del Digestive Disease Research Center (California University di Los Angeles) e Direttore dell’Oppenheimer Center for Stress and Resilience.

Bibliografia:

Albenberg L.G., et all, “Diet and the Intestinal Microbiome: Associatons, Functions, and Implications for Health and Disease”, Gastroenterology, 2014, 146, pp 1564-72
Baeckhed F. et all, “Dynamics and Stabilisation of the Human Gut Microbiome during the First Year of Life, Cell Host and Microbiome, 2015, 17, pp 690-703
Bailey M.T. et all, Exposure to a social Stressor alters the Structure of the Microbiota: implications for stressor-induced Immunomodulation”, Brain, Behaviour and Immunity, 2011, 25, pp 397-407
Blinder E.B. et all, “The CRF System, Stress, Depression, and Anxiety: Insights from Human Genetic Studies”, Molecular Psychiatry, 2010, 15, pp 574-88
Champagne F. et all, “Like Mother, like Daughter: Evidence for Non-Genomic Transmission of Parental and Stress Responsivity”, Progress in Brain Research, 2011, 133, pp 287-302
Coyte K.Z., et all, “The ecology of the Microbiome: Networks, Competition, and Stability”, Science, 2015, 305, pp 663-66
Dinan T.G., et all, Melancholic Microbes: a Link between Gut Microbiota and Depression?” Neurogastroenterology and Mobility, 2013, 25, pp 713-19
Kastorini C.M., et all, “The effect of Mediterranean Diet on Metabolic Syndrome and Its Components: a Meta-Analysis of 50 Studies and 534,906 Individuals” Journal of the American College of Cardiology, 2011, 57, 1299-1313

Mayer E., et all, “Gut Microbes and the Brain: Paradigm Shift in Neuroscience”, Journal of Neuroscience, 2014, pp 15490-96
Mayer E., et all, “Gut/Brain axis and the Microbiota”, Journal of Clin. Innvestigation, 2015
Mayer E., et all, “Neuroimaging of the Brain-Gut Axis: From Basic Understanding to Treatment of Functional GI disorders”, Gastroenterology, 2006, 131, pp 1925-42
Pelletier A., et all, “Mediterranean Diet and Preserved Brain Structural Connectivity in Older Subjects”, Alzheimer and Dementia, 2015, 11, pp 1023-31

 

Carboidrati: sono buoni o cattivi?

Negli ultimi anni il dibattito nei media su questo argomento è stato molto acceso, specie da parte di chi “sponsorizza” la propria dieta …
Chi ha veramente a cuore il benessere delle persone, tuttavia, evita il clamore e gli scoop, e porta semplicemente gli studi scientifici a fondamento di quel che dice, senza omettere conoscenze scientificamente validate .
Alcuni infatti hanno esaltato le proprietà dei carboidrati e le diete che ne sono ricche. Altri affermato che sono fonte di gravi malattie come quelle cardio-vascolari, neuro-degenerative, tumori e obesità.

Entrambi hanno ragione! Basta intendersi in quali carboidrati confidare e di quali invece diffidare, specie se in cospicua quantità.
Gli alimenti che contengono carboidrati sono veramente numerosi: si và dalla pasta, riso e pane, a nocciole e semi, frutta e verdura, latte e formaggi, bibite aromatizzate e succhi di frutta, dolci e dessert …

Questi alimenti, alcuni dolci altri no, contengono un elemento in comune: carboidrati ovvero “zuccheri” semplici o complessi.

Vogliamo semplificare molto il concetto dividendo i carboidrati in 2 categorie:

Carboidrati buoni

(carboidrati complessi)

La loro struttura chimica è difficilmente aggredibile dagli enzimi intestinali e l’energia che ne deriva (il glucosio) è liberata lentamente.
Sono assunti per lo più nel loro stato naturale. Sono:

frutta fresca, verdura, cereali integrali (pane, pasta e riso)

i loro punti di forza sono:

ricchi di fibre e micronutrienti (vitamine e minerale)
basso indice glicemico (vedi sotto)
sazietà con poche calorie
stimolano naturalmente il metabolismo

Carboidrati cattivi

(carboidrati semplici)

Sono costituiti da molecole di piccole dimensioni, facilmente e rapidamente assorbiti. Se non utilizzati subito per necessità energetica dell’organismo, verranno trasformati in grasso.

Sono assunti, oltre che come zucchero da cucina, in moltissimi “cibi processati” o lavorati industrialmente, spogliati delle loro fibre e sostanze nutritive naturali. Sono:

pane bianco e pasta non integrale, e tutti i derivati pizze, snack, prodotti da forno, dolci e desserts, bibite aromatizzate e succhi di frutta (non le spremute fresche!).

I punti negativi sono:

basso contenuto di fibre e micronutrienti (vitamine, minerali)
alto indice glicemico (vedi sotto)
calorie “vuote” convertite in grassi
alti livelli di glucosio ematico > sensazione di stanchezza

Scegli i migliori carboidrati !!

Indice glicemico (GI) e Carico glicemico (GL)

I carboidrati sono essenzialmente zuccheri che il nostro corpo converte in glucosio. Attraverso il sangue il glucosio arriva nelle cellule di tutti gli organi.
Il glucosio è la nostra fonte di energia ed è quindi essenziale. Tuttavia se il livello di glucosio nel sangue (glicemia) si alza molto o rimane permanentemente alto, crea danni in molti organi (diabete).
L’indice glicemico (GI) misura quanto un determinato cibo alza la glicemia dopo averlo mangiato.
Il carico glicemico (GL) indica quanto si alza la glicemia dopo una porzione media in gr. di quel cibo.
Il GL è quindi il dato più utile nella pratica, in quanto tiene conto sia delle caratteristiche dell’alimento che della quantità normalmente assunta. Ad esempio in un tè si userà 5 gr di zucchero oppure 20 gr di miele, con un GL quindi superiore per il miele (anche se le qualità nutrizionali del secondo sono di gran lunga maggiori).

la-curva-glicemica

1) Alto indice glicemico = Carboidrati cattivi
Questi cibi sono rapidamente digeriti e assorbiti. Ciò causa rapido aumento della glicemia (picco glicemico) a cui segue anche un rapida riduzione, al di sotto della glicemia fisiologica, che lascia stanchezza e nuova fame!

2) Basso indice glicemico = Carboidrati buoni
Questi cibi sono digeriti e assorbiti lentamente, con una lenta salita della glicemia. Questo si traduce in miglior controllo del peso, dell’appetito e controllo della fame,

Rapportando i carboidrati alle porzioni medie per alimento, si otterrà il Carico glicemico (GL).
Ecco alcuni esempi di alimenti:
– Alto GL = cattivi carboidrati
– Basso GL = buoni carboidrati
– Valore intermedio = da limitare negli orari pomeridiani e serali, per non interferire con il nostro orologio biologico ormonale (cortisolo)

Alimento Quantità gr Carico glicemico
Pasta 80 28,5
Riso bianco 80 57,2
Pasta integrale 80 22,2
Riso integrale 80 19,6
Pane bianco 50 23
Pane di farro 50 21,8
Pane integrale di frumento 50 13,7
Pizza margherita 350 148
Cereali in fiocchi -cornflakes 30 24,4
Brioches/torte 60 23,0
Patate al forno 200 43,7
Patate bollite 200 16,9
Minestra di legumi (senza pasta) 250 12,1
Fagioli 150 9,2
Ceci 150 8,8
Mais 80 9,4
Carote 200 2,3
Tutte le altre verdure (tranne legumi) insalata, radicchio, zucchine, broccoli, cavoli   0
Uva 150 10,8
Banana 150 8,8
Fichi 150 6,9
Agrumi 150 6,0
Frutta mista 150 5,8
Mela 150 3,4
Carni rosse/bianche/pesce/uova   0

Bibliografia essenziale:

Sieri S et al. Dietary glycemic index and glycemic load and risk of colorectal cancer: result from EPIC-Italy study. Int J Cancer. 2014 Nov 18. [Epub ahead of print]
Barclay AW, Petocz P, McMillan-Price J, Flood VM, Prvan T, Mitchell P, Brand-Miller JC, Glycemic index, glycemic load, and chronic disease risk–a meta-analysis of observational studies, Am J Clin Nutr. 2008 Mar;87(3):627-37;
Beyer et al. Chronic low-grade inflammation and sarcopenia. Curr Opin Clin Nutr Metab Care 2012, 15: 12-22
Chrousos, G.P., Stress and disorders of the stress systems. Nature Rewiews Endocrinology 5, 374-381 (2009)
Larsson SC, Bergkvist L, Wolk A, Glycemic load, glycemic index and breast cancer risk in a prospective cohort of Swedish women, Int J Cancer. 2009 Feb 3;
Sulli A, Montecucco CM, Caporali R, Cavagna L, Montagna P, Capellino S, Fazzuoli L, Seriolo B, Alessandro C, Secchi ME, Cutolo M, Glucocorticoid effects on adrenal steroids and cytokine responsiveness in polymyalgia rheumatica and elderly onset rheumatoid arthritis, Ann N Y Acad Sci. 2006 Jun;1069:307-14;
Riccardi G, Rivellese AA, Giacco R, Role of glycemic index and glycemic load in the healthy state, in prediabetes, and in diabetes, Am J Clin Nutr. 2008 Jan;87(1):269S-274S;
Hare-Bruun H, Flint A, Heitmann BL, Glycemic index and glycemic load in relation to changes in body weight, body fat distribution, and body composition in adult Danes, Am J Clin Nutr. 2006 Oct;84(4):871-9; quiz 952-3;
Cutolo M, Villaggio B, Otsa K, Aakre O, Sulli A, Seriolo B, Altered circadian rhythms in rheumatoid arthritis patients play a role in the disease’s symptoms, Autoimmun Rev. 2005 Nov, 4(8):497-502;
Buckley TM, Schatzberg AF, Aging and the role of the HPA axis and rhythm in sleep and memory-consolidation, Am J Geriatr Psychiatry, 2005 May, 13(5):344-52;
Chan O, Inouye K, Riddell MC, Vranic M, Matthews SG, Diabetes and the hypothalamo-pituitary- adrenal (HPA) axis, Minerva Endocrinol, 2003 Jun;28(2):87-102;
Libuda L, Alexy U, Remer T, Stehle P, Schoenau E, Kersting M, Association between long-term consumption of 
soft drinks and variables of bone modeling and remodeling in a sample of healthy German children and 
adolescents, Am J Clin Nutr. 2008 Dec;88(6):1670-7; 

Lajous M, Boutron-Ruault MC, Fabre A, Clavel-Chapelon F, Romieu I, Carbohydrate intake, glycemic index, 
glycemic load, and risk of postmenopausal breast cancer in a prospective study of French women, Am J Clin 
Nutr. 2008 May;87(5):1384-91; 

Nöthlings U, Murphy SP, Wilkens LR, Henderson BE, Kolonel LN, Dietary glycemic load, added sugars, and 
carbohydrates as risk factors for pancreatic cancer: the Multiethnic Cohort Study, Am J Clin Nutr. 2007 

Levitan EB, Cook NR, Stampfer MJ, Ridker PM, Rexrode KM, Buring JE, Manson JE, Liu S, Dietary glycemic 
index, dietary glycemic load, blood lipids, and C-reactive protein, Metabolism. 2008 Mar;57(3):437-43