Healthy Lighting

Luce e buio biologico

Una sbagliata esposizione alla luce del nostro corpo (ritmo luce-buio nelle 24 h.) può causare problemi di salute: da iniziali scompensi nello svolgimento delle comuni attività quotidiane, ad una pericolosa progressiva azione neuro-degenerativa, fino a favorire alcuni specifici tipi di CANCRO (carcinoma del seno e retto-colon).

Il primo effetto riguarda l’alterazione dell’orologio biologico (ritmo circadiano)(1): ogni funzione corporea infatti è regolata da ormoni ed altri mediatori che agiscono in precise fasce orarie, al di fuori delle quali tendono a dare scompensi rilevanti. L’importanza di questa scoperta, per le possibilità di trattamento e prevenzione di numerose malattie, sta destando sempre maggior interesse (9).

Una malattia da … società industriale!

Nuovi disturbi che riguardano in particolare le società industrializzate, derivano così dalla stimolazione luminosa dell’occhio in ORARI INCONGRUI oltre che da particolari lunghezze d’onda della luce (COLORE DELLA LUCE) cui siamo sottoposti, ma anche da lavoro e pasti ad orari diversi da quelli programmati nel nostro DNA, ore di sonno ridotte, ecc.

Gli effetti di questi fattori si riflettono sulle produzioni ormonali di melatonina, cortisolo, insulina …, da cui derivano a loro volta alterazioni metaboliche, neuro-degenerative (specie depressione ed Alzheimer), diminuita efficienza del sistema immunitario e scompensi nelle attività quotidiane (3).

Naturalmente più fattori possono intervenire contemporaneamente sull’alterazione del ciclo cicardiano oltre agli errati stimoli luminosi, aumentandone il rischio.

Ricordiamo ad esempio, ma non sono gli unici, gli orari dei pasti, le abitudini sociali, la temperatura ambientale, i suoni, la caffeina.

Nell’azione cancerogena, in particolare, è importante una dieta ricca di grassi e a scarso contenuto di fibre, la presenza di vari addittivi …, ma non trascurabili sono appunto i vari fattori conseguenti all’alterazione del ciclo cicardiano, da cui deriva dimunuita efficienza del sistema immunitario, ridotta secrezione di melatonina (4), alterazione del ciclo del cortisolo con effetti di infiammazione sistemica cronica di basso grado (4; 5; 6).

 Qual è il meccanismo?

 Lo stimolo luminoso, raccolto dall’occhio, raggiunge le cellule neuronali gangliari della retina stimolando la produzione di un fotorecettore retinico chiamato melanopsina.

Colore e intensità della luce, come dicevamo, sono importanti, essendo lo stimolo dose-dipendente e percepito anche ad occhi chiusi!

Il segnale raccolto dall’occhio arriva quindi al nucleo cerebrale soprachiasmatico (ipotalamo), sincronizzando o meno le varie attiività metaboliche e neuronali dell’organismo …

Quali sono i primi disturbi?

I primi scompensi legati a errate esposizioni alla luce e all’alterazione dei normali cicli cicardiani, sono le modifiche comportamentali nelle normali attività quotidiane (chi ne è sottoposto le considera di poca importanza e inizialmente sembra adattarsi):

– di NOTTE: disturbi del sonno (addormentamento, risvegli notturni, scarsa qualità del sonno), aumento dello stato di vigilanza, aumento frequenza cardiaca e temperatura corporea ecc.
dovuti ad un ritardo nella produzione serale di melatonina (sarà poi ancora presente al mattino), persistenza del cortisolo di notte, mancata produzione dell’ormone dell’accrescimento …

 – di GIORNO: sonnolenza, stanchezza, lentezza, ipotensione ecc.

Importante:

E’ stato dimostrato che la luce ad alta intensità e di COLORE BLU (lunghezza d’onda di 460 nm), caratteristica di SMARTPHONE, PC, televisione … NELLE ORE SERALI, sia in grado di alterare il nostro orologio biologico impedendo la produzione di melatonina notturna e innescando un assetto neuro-metabolico in “modalità giorno”.

Al contrario una luce artificiale diurna (lavoro in ambiente chiuso) con componenti GIALLO-blu come le comuni luci da interno, cioè con caratteristiche diverse dalla luce NATURALE BLU-violetto (ILLUMINAZIONE BIOLOGICA), spinge il nostro cervello e metabolismo in “modalità notte” (7; 8).

Cosa dobbiamo fare per rimanere in salute?

Per preservare il corretto ciclo cicardiano, e prevenire importanti malattie,
CONSIGLIAMO quindi:

evita luci con spettro blu di sera-notte: luci LED e in particolare CELLULARI, PC, tablet e simili
– se proprio non puoi mantenerti aderente alle fasi orarie di BUIO BIOLOGICO stagionale (alba – tramonto), utilizza almeno, nelle ore di buio, luci “calde” e a media-bassa intensità
imposta sul tuo smartphone o PC il “night shift” se è disponibile: è una particolare impostazione dello schermo che attiva una luminosità a tonalità calde dal tramonto all’alba
evita attività fisiche o psichiche impegnative in ore serali e notturne
coricati abitualmente tra le 10.00 e le 11.00 riservando almeno 7-8 ore al sonno
nel indoor diurno (luoghi chiusi) usa luci di buona intensità e colore blu (460nm), ad es. LED, che mimano, entrambe, la luce biologica. In caso contrario si rischia un’oscurità biologica anche di giorno tale da non inibire la secrezione di melatonina ed alterare quindi il ciclo cicardiano.
non ridurre, comunque, eccessivamente l’esposizione alla luce diurna naturale (LUCE BIOLOGICA): oltre che mantenere i ritmi biologici corretti, ha effetti antidepressivi, migliora l’umore e induce la produzione di vitamina D, fattore essenziale per numerosissime funzioni corporee. Non è stata individuata a tutt’oggi una dose giornaliera ottimale, ma verosimilmente non è inferiore a diverse ore al giorno.

Altri fattori importanti per mantenere un corretto ciclo cicardiano sono:
colazione “energetica” ed abbondante la mattina (tra le 6.00 e le 8.00), cena leggera, anche solamente vegetariana, tra le 19.00 e le 20.30
fare attività fisica / sportiva al mattino (preferibilmente a digiuno), comunque non alla sera
– non considerare come unico momento per le attività sociali quello serale-notturno
ridurre lo stress con le tecniche più adatte alla propria indole e ai propri squilibri neuro-metabolici: mindfulness-meditazione, tecniche di biofeedback respiratorio, ipnosi ericksoniana, stimolazione del nervo vago in vari modi compresa l’agopuntura.

Se ci sono dubbi o difficoltà

nel mettere in pratica questi consigli, o per valutazioni di disturbi esistenti relativi a quanto detto, siamo disponibili ad un colloquio, visita o trattamento secondo le modalità operative che potete vedere in questo sito web:
home page > servizi > patologie trattate > modulo contatti ecc.

1) Rea MS, Bullough JD, Figueiro MG. (2001) Human melatonin suppression by light: A case for scotopic efficiency. Neurosci Lett 299(1-2): 45-48.2) Hattar S, Liao HW, Takao M, DM, Yau KW. 2002. Melanopsin containing retinal ganglion cells: architecture, projections, and intrinsic photosensitivity. Science 295(5557): 1065-1070.
3) Berson DM, Dunn FA, Takao M. 2002. Phototransduction by retinal ganglion cells that set the circadian clock. Science 295(5557): 1070-1073
4) Hebert, M., Martin, S. K., Lee, C. and Eastman, C. I., 2002. The effects of prior light history on the suppression of melatonin by light in humans. Journal of Pineal Research, 198-203, 2002.
5) M. Moser, K. Schaumberger, E. Schernhammer, R. G. Stevens, “Cancer and rhythm”, Cancer Causes Control (17), 2006, pp. 483-487
6) M.G. Figueiro, J.D. Bullough, R.H. Parsons, M.S. Rea, Preliminary evidence for a change in spectral sensitivity of the circadian system at night,. Circadian Rhythms 3 (2005) 14

7) Cajochen C., Munch M., Kobialka S., Krauchi K., Steiner R., Oelhafen P., Orgu l S., and Anna Wirz-Justice, High Sensitivity of Human Melatonin, Alertness, Thermoregulation, and Heart Rate to Short Wavelength Light, The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism 90(3):1311–1316, 2005

8) P.T. Stone, “The effects of environmental illumination on melatonin, bodily rhythms and mood states: a review”, Lighting Res. Technol. 1999; 31: 71–79, P. R. Boyce, “The impact of light in buildings on human health, Indoor Built Environ, 2010 ;19;1:8–20

9) Boivin DB, Boudreau P, Impacts of shift work on sleep and circadian rhythms, Pathol Biol (Paris). 2014 Oct;62(5):292-301

Salute e longevità migliorando la microcircolazione

COME OTTENERE SALUTE E LONGEVITA’
migliorando la MICRO-circolazione.

Organi e tessuti ricevono nutrienti e O2 attraverso l’irrorazione sanguigna. Lo scambio nutrienti-scorie avviene a livello dei MICROVASI (diametro < 200 micron) assicurando un buon flusso ematico per azione della pompa cardiaca e della corretta contrazione-rilassamento dei microvasi (VASOMOZIONE):
è  influente in questo caso il ritmo di contrazione efficace!

La regolazione periferica del flusso sanguigno e la buona irrorazione di tessuti e cellule dà EFFICIENZA al SISTEMA IMMUNITARIO, migliora le PRESTAZIONI FISICHE e MENTALI, ACCORCIA I TEMPI DI GUARIGIONE e recupero.
Al contrario cattive abitudini di vita, stress cronico, deficit di sonno, malattie e invecchiamento alterano la corretta vasomozione dei microvasi.

Lo stimolo ELETTRO-MAGNETICO PLURIDIMENSIONALE non invasivo da noi utilizzato MIGLIORA la MICROCIRCOLAZIONE fino al 30% (contro il 5-8% dei comuni apparecchi per magnetoterapia ASPECIFICA, confrontati in uno studio comparativo pubblicato nel 2013: W. Bohn, J. Complement Integr Med. 2013; 10 (suppl)S1, 51, su PubMed).
L’efficacia microcircolatoria di tale stimolo PLURIDIMENSIONALE non dipende dal campo magnetico a bassa freq. e bassa intensità (presente nelle comuni magnetoterapie ) ma da una determinata scansione temporale (terapia SPECIFICA con azione sulla VASOMOZIONE).

Una persona sana ha 3-6 movimenti vasomotori al minuto, mentre una persona anziana o diabetica ha, ad esempio, 1 solo movimento ogni 10 minuti.
Il segnale pluridimensionale dell’onda Bemer-type (brevettato) ha una durata di 2 minuti, nella quale si susseguono tempi, frequenze e pause, frutto di lunghi studi del Prof. R. Klopp, Direttore dell’Istituto per la Microcircolazione di Berlino
(successiva collaborazione tra Bemer e NASA, ente spaziale-USA).

L’efficacia di questo particolare stimolo magnetico è inoltre esaltato dalla messa in atto di un PERSONALE LIFE-STYLE (studiato sul singolo individuo) per migliorare la cause prime di inefficienza del microcircolo e di infiammazione sistemica cronica, come stress, alimentazione, sonno, deficit di attività fisica, ecc.

Dott. Paolo Bortolotto – Medico Fisiatra
Alta formazione in neuro-immuno-modulazione,
metabolismo, nutrizione clinica, riabilitazione fisica

Bibliografia

– Stimolazione terapeutica complementare nei deficit della vasomozione microcircolatoria arteriolare e del sistema immunitario per mezzo di un impulso fisico bio-ritmicamente definito su 50enni in riabilitazione, Klopp RC, Niemer W, Schulz J, J Complement Integrazione Med. 2013; 10 (Suppl):S31-9.
– Effect of Bemer magnetic field therapy on the level of fatigue in patients with multiple sclerosis: a randomized, double-blind controlled trial. Piatkowski J, Kern S, Ziemssen T.J Altern Complement Med. 2009 May;15(5):507-11.
– Long-term effects of Bio-Electromagnetic-Energy Regulation therapy on fatigue in patients with multiple sclerosis. Ziemssen T, Piatkowski J, Haase R., Altern Ther Health Med. 2011 Nov-Dec;17(6):22-8.
– Effetti della stimolazione fisica della vasomozione arteriolare spontanea nei soggetti in riabilitazione, Klopp RC, Niemer W, Schulz J, J Complement Integrazione Med. 2013; 10 (supplico): S15-2
– Insomnia and risk of acute myocardial infarction: a population study. Laugsand LE, Vattene LJ, Platou C, Janszky I, Department of Public Health, Faculty of Medicine, Trondheim, Norway
– Gli effetti della “Terapia Fisica Vascolare Bemer”, un procedimento fisico di stimolazione dei vasi precapillari per la microcircolazione disturbata, sul sonno, sul dolore e sulla qualità di vita di pazienti con patologie varie utilizzando tre scale scientifiche riconosciute. Bohn W, Hess L, Burger R, J Complement Integrazione Med. 2013; 10 (Suppl): S5-13
– Effects of weak, low-frequency pulsed electromagnetic fields (BEMER type) on gene expression of human mesenchymal stem cells and chondrocytes: an in vitro study. Walther M, Mayer F, Kafka W, Schütze N., Electromagn Biol Med. 2007;26(3):179-90.

10 Regole per conquistare la Salute

Un importante causa di malattie

Un alterato scambio di informazioni tra CERVELLO-INTESTINO-MICROBIOTA (batteri intestinali), si associa a riduzione del proprio benessere, comparsa di sintomi aspecifici, compresa un’alterazione dello stato emotivo (ANSIA, DEPRESSIONE), fino a vere malattie degenerative tra cui PARKINSON e ALZHEIMER.

Solo una piccola parte di persone (5-10%) presenta una salute ottimale: fisica, psico-emotiva, buona vitalità e prestazioni personali, vita sociale, ottimismo e felicità.
Molti invece rientrano in quello che si potrebbe definire uno stato di pre-patologia:
i disturbi più frequenti sono stanchezza cronica, spesso dolore cervicale, lombare o dolori poliarticolari aspecifici, cefalee, insonnia o sonno disturbato.
Non di rado si sconfina in sindromi ben codificate come quella fibromialgica, colon-irritabile / colite cronica, depressione melanconica … in un continuum di gravità che non è altro che un’evoluzione dello stesso problema.

Come
influenze cerebro > intestinali o
influenze intestino > cervello
contribuiscono al rischio di sintomi aspecifici o malattie croniche degenerative?

Stress cronico o stress minori ripetuti, tra cui rientrano anche STRESS ALIMENTARI, AMBIENTALI, FARMACOLOGICI, oltre che PSICO-EMOTIVI, causano infiammazione sistemica cronica di basso grado e alterazione dei circuiti dello stress con danni metabolici, cardio-vascolari, cerebrali degenerativi e tumorali.
A livello intestinale si osserva un’alterazione del microbiota (batteri), aumento della permeabilità intestinale con iperstimolazione del sistema immunitario, spesso con malattie auto-immunitarie, aumento dei markers infiammatori sistemici (proteina C reattiva, omocisteina, emoglobina glicata, ecc.).
Tra i fattori coinvolti, oltre all’ALIMENTAZIONE INADEGUATA (eccessiva introduzione di calorie “vuote”, ossia derivate da cibi “processati” industrialmente con assenza di microelementi, scarso consumo di cibi fermentati, ecc.), troviamo fattori GENETICI ed EPIGENETICI (cioè alterata espressione genica acquisita) da esperienze negative pre-natali (della madre) o post-natali nei primi anni di vita.

Qualunque sia la causa, o l’insieme di cause, un ruolo importante è giocato dalla RIDUZIONE della NORMALE DIVERSITA’ di SPECIE BATTERICHE INTESTINALI o dalla differente produzione di metaboliti da parte degli stessi batteri, con importanti conseguenze sulla nostra salute.
Ricordo come nell’intestino sia enorme il numero di cellule nervose (50-100 milioni di neuroni), di cellule immunitarie e di cellule endocrine produttrici di ormoni: serotonina (il 95% di quella corporea), ma anche molecole deputate a regolare il sonno, lo stato emotivo, l’appetito, la sensibilità al dolore ed il benessere in genere!

La propria alimentazione influenza in modo importante il microbioma intestinale. Ad esempio un alto consumo di vegetali, tramite la produzione di “butirrato”, favorisce una buona comunicazione cervello/intestino e riduce gli effetti infiammatori indotti da un’alimentazione ricca di grassi e dolcificanti artificiali.

Ecco 10 REGOLE da tener presente per migliorare la SALUTE:

1. AIUTA IL TUO INTESTINO con CIBI NATURALI E BIOLOGICI
in questo modo elimini addittivi e sostanze chimiche dannose

2. LIMITA I GRASSI ANIMALI
in particolare la carne lavorata industrialmente (hamburger, wurstel, salumi, ecc.) che altera i segnali intestino-cervello per via immunitaria, minando la salute cerebrale attraverso alterazioni strutturali e funzionali, oltre che aumentando il rischio di tumori al seno, colon e prostata.

3. AUMENTA LA DIVERSITA’ MICROBICA INTESTINALE attraverso uso di cibi principalmente vegetali ad alta diversità (ampia varietà di vegetali) e una moderata quantità di carni magre, prediligendo quelle bianche e il pesce.
Tra gli altri ricorda, il peperoncino piccante, pepe menta ecc. che stimolano il sistema nervoso enterico e cervello.
Evita qualsiasi dieta “estrema” o alla moda. Le uniche diete “validate” (ampia certificazione di studi scientifici) sono la dieta MEDITERRANEA TRADIZIONALE (non quella comunemente usata), la dieta di OKINAWA, la nuova dieta SCANDINAVA e la dieta ASIATICA-COREANA.

4. AUMENTA IL CONSUMO DI CIBI NATURALI FERMENTATI e di PROBIOTICI.
Alimenti naturali e NON PASTORIZZATI (possibilmente preparati in casa) come i crauti, kefir, miso, kimchi … SENZA emulsionanti, coloranti e dolcificanti artificiali, a basso contenuto di grasso.
Alcuni probiotici in compresse o alimenti arricchiti possono essere utili, specie in periodi di forte stress o dopo uso di antibiotici e in età avanzata.

5. RIDUCI LA QUANTITA’ COMPLESSIVA DI CALORIE (vale per la maggior parte delle persone) e attua un “DIGIUNO ORARIO” ovvero almeno 12 ore consecutive senza introdurre cibo (es. 19.00 – 7.00).
Ciò attiva contrazioni periodiche dei muscoli intestinali di grande ampiezza ed energia che ripuliscono l’intestino, riducono i disturbi addominali, gonfiore e contaminazione da batteri “cattivi”.

6. ASSUMI QUANTITA’ MODERATE DI CIBO o digiuna SE IN QUEL MOMENTO SEI IRATO, TRISTE o particolarmente stressato:
in queste situazioni la parete intestinale è più permeabile a batteri e sostanze tossiche, aumenta l’attività immunitaria intestinale (intolleranze, allergie …) e la produzione di ormoni dello stress come l’epinefrina.
n.b. nei periodi di stress, ansia o depressione, aumenta anche la necessità di “comfort foods” poco utili alla salute!

7. UTILIZZA UNA DIETA CICARDIANA ANTI-INFIAMMATORIA che segua i normali cicli ormonali (cortisolo, insulina, gh, testosterone …). In sintesi fai una abbondante colazione anche con zuccheri e carboidrati, e riducili gradualmente durante la giornata. Alla sera assumi prevalentemente vegetali, sempre secondo l’orario biologico naturale.

8. CONTROLLA l’ALIMENTAZIONE E LO STRESS IN GRAVIDANZA, così come è consigliato l’allattamento al seno fino all’età di 3 aa., perché in questo periodo si forma in modo stabile il microbioma che influenzerà la vita dell’adulto.
L’infiammazione, lo stress e la dieta materna scorretta influenzano negativamente lo sviluppo cerebrale fetale con aumentato rischio di autismo e schizofrenia.

9. MANGIA spesso CON EMOZIONI POSITIVE e IN COMPAGNIA: condividi in tranquillità il pasto con persone piacevoli o amici. Ciò stimola il cervello alla produzione di ormoni benefici che contribuiscono a mantenere una corretta comunicazione cervello-intestino.

10. UTILIZZA TECNICHE ANTISTRESS come l’esercizio fisico personalizzato, tecniche di consapevolezza come la meditazione o mindfilness, il biofeedback respiratorio, interventi psicologici mirati o l’ipnosi eriksoniana, utili per normalizzare le informazioni cervello-intestino e per migliorare il processo decisionale intuitivo … (!)
_________

Nello scrivere questa breve guida ho tratto insegnamento e ispirazione dalla viva voce del prof. E. Mayer, che ho avuto modo di ascoltare più volte negli ultimi anni, gastroenterologo e tra i maggiori esperti mondiali nelle relazioni cervello-intestino, Direttore del Digestive Disease Research Center (California University di Los Angeles) e Direttore dell’Oppenheimer Center for Stress and Resilience.

Bibliografia:

Albenberg L.G., et all, “Diet and the Intestinal Microbiome: Associatons, Functions, and Implications for Health and Disease”, Gastroenterology, 2014, 146, pp 1564-72
Baeckhed F. et all, “Dynamics and Stabilisation of the Human Gut Microbiome during the First Year of Life, Cell Host and Microbiome, 2015, 17, pp 690-703
Bailey M.T. et all, Exposure to a social Stressor alters the Structure of the Microbiota: implications for stressor-induced Immunomodulation”, Brain, Behaviour and Immunity, 2011, 25, pp 397-407
Blinder E.B. et all, “The CRF System, Stress, Depression, and Anxiety: Insights from Human Genetic Studies”, Molecular Psychiatry, 2010, 15, pp 574-88
Champagne F. et all, “Like Mother, like Daughter: Evidence for Non-Genomic Transmission of Parental and Stress Responsivity”, Progress in Brain Research, 2011, 133, pp 287-302
Coyte K.Z., et all, “The ecology of the Microbiome: Networks, Competition, and Stability”, Science, 2015, 305, pp 663-66
Dinan T.G., et all, Melancholic Microbes: a Link between Gut Microbiota and Depression?” Neurogastroenterology and Mobility, 2013, 25, pp 713-19
Kastorini C.M., et all, “The effect of Mediterranean Diet on Metabolic Syndrome and Its Components: a Meta-Analysis of 50 Studies and 534,906 Individuals” Journal of the American College of Cardiology, 2011, 57, 1299-1313

Mayer E., et all, “Gut Microbes and the Brain: Paradigm Shift in Neuroscience”, Journal of Neuroscience, 2014, pp 15490-96
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Mayer E., et all, “Neuroimaging of the Brain-Gut Axis: From Basic Understanding to Treatment of Functional GI disorders”, Gastroenterology, 2006, 131, pp 1925-42
Pelletier A., et all, “Mediterranean Diet and Preserved Brain Structural Connectivity in Older Subjects”, Alzheimer and Dementia, 2015, 11, pp 1023-31

 

Carboidrati: sono buoni o cattivi?

Negli ultimi anni il dibattito nei media su questo argomento è stato molto acceso, specie da parte di chi “sponsorizza” la propria dieta …
Chi ha veramente a cuore il benessere delle persone, tuttavia, evita il clamore e gli scoop, e porta semplicemente gli studi scientifici a fondamento di quel che dice, senza omettere conoscenze scientificamente validate .
Alcuni infatti hanno esaltato le proprietà dei carboidrati e le diete che ne sono ricche. Altri affermato che sono fonte di gravi malattie come quelle cardio-vascolari, neuro-degenerative, tumori e obesità.

Entrambi hanno ragione! Basta intendersi in quali carboidrati confidare e di quali invece diffidare, specie se in cospicua quantità.
Gli alimenti che contengono carboidrati sono veramente numerosi: si và dalla pasta, riso e pane, a nocciole e semi, frutta e verdura, latte e formaggi, bibite aromatizzate e succhi di frutta, dolci e dessert …

Questi alimenti, alcuni dolci altri no, contengono un elemento in comune: carboidrati ovvero “zuccheri” semplici o complessi.

Vogliamo semplificare molto il concetto dividendo i carboidrati in 2 categorie:

Carboidrati buoni

(carboidrati complessi)

La loro struttura chimica è difficilmente aggredibile dagli enzimi intestinali e l’energia che ne deriva (il glucosio) è liberata lentamente.
Sono assunti per lo più nel loro stato naturale. Sono:

frutta fresca, verdura, cereali integrali (pane, pasta e riso)

i loro punti di forza sono:

ricchi di fibre e micronutrienti (vitamine e minerale)
basso indice glicemico (vedi sotto)
sazietà con poche calorie
stimolano naturalmente il metabolismo

Carboidrati cattivi

(carboidrati semplici)

Sono costituiti da molecole di piccole dimensioni, facilmente e rapidamente assorbiti. Se non utilizzati subito per necessità energetica dell’organismo, verranno trasformati in grasso.

Sono assunti, oltre che come zucchero da cucina, in moltissimi “cibi processati” o lavorati industrialmente, spogliati delle loro fibre e sostanze nutritive naturali. Sono:

pane bianco e pasta non integrale, e tutti i derivati pizze, snack, prodotti da forno, dolci e desserts, bibite aromatizzate e succhi di frutta (non le spremute fresche!).

I punti negativi sono:

basso contenuto di fibre e micronutrienti (vitamine, minerali)
alto indice glicemico (vedi sotto)
calorie “vuote” convertite in grassi
alti livelli di glucosio ematico > sensazione di stanchezza

Scegli i migliori carboidrati !!

Indice glicemico (GI) e Carico glicemico (GL)

I carboidrati sono essenzialmente zuccheri che il nostro corpo converte in glucosio. Attraverso il sangue il glucosio arriva nelle cellule di tutti gli organi.
Il glucosio è la nostra fonte di energia ed è quindi essenziale. Tuttavia se il livello di glucosio nel sangue (glicemia) si alza molto o rimane permanentemente alto, crea danni in molti organi (diabete).
L’indice glicemico (GI) misura quanto un determinato cibo alza la glicemia dopo averlo mangiato.
Il carico glicemico (GL) indica quanto si alza la glicemia dopo una porzione media in gr. di quel cibo.
Il GL è quindi il dato più utile nella pratica, in quanto tiene conto sia delle caratteristiche dell’alimento che della quantità normalmente assunta. Ad esempio in un tè si userà 5 gr di zucchero oppure 20 gr di miele, con un GL quindi superiore per il miele (anche se le qualità nutrizionali del secondo sono di gran lunga maggiori).

la-curva-glicemica

1) Alto indice glicemico = Carboidrati cattivi
Questi cibi sono rapidamente digeriti e assorbiti. Ciò causa rapido aumento della glicemia (picco glicemico) a cui segue anche un rapida riduzione, al di sotto della glicemia fisiologica, che lascia stanchezza e nuova fame!

2) Basso indice glicemico = Carboidrati buoni
Questi cibi sono digeriti e assorbiti lentamente, con una lenta salita della glicemia. Questo si traduce in miglior controllo del peso, dell’appetito e controllo della fame,

Rapportando i carboidrati alle porzioni medie per alimento, si otterrà il Carico glicemico (GL).
Ecco alcuni esempi di alimenti:
– Alto GL = cattivi carboidrati
– Basso GL = buoni carboidrati
– Valore intermedio = da limitare negli orari pomeridiani e serali, per non interferire con il nostro orologio biologico ormonale (cortisolo)

Alimento Quantità gr Carico glicemico
Pasta 80 28,5
Riso bianco 80 57,2
Pasta integrale 80 22,2
Riso integrale 80 19,6
Pane bianco 50 23
Pane di farro 50 21,8
Pane integrale di frumento 50 13,7
Pizza margherita 350 148
Cereali in fiocchi -cornflakes 30 24,4
Brioches/torte 60 23,0
Patate al forno 200 43,7
Patate bollite 200 16,9
Minestra di legumi (senza pasta) 250 12,1
Fagioli 150 9,2
Ceci 150 8,8
Mais 80 9,4
Carote 200 2,3
Tutte le altre verdure (tranne legumi) insalata, radicchio, zucchine, broccoli, cavoli   0
Uva 150 10,8
Banana 150 8,8
Fichi 150 6,9
Agrumi 150 6,0
Frutta mista 150 5,8
Mela 150 3,4
Carni rosse/bianche/pesce/uova   0

Bibliografia essenziale:

Sieri S et al. Dietary glycemic index and glycemic load and risk of colorectal cancer: result from EPIC-Italy study. Int J Cancer. 2014 Nov 18. [Epub ahead of print]
Barclay AW, Petocz P, McMillan-Price J, Flood VM, Prvan T, Mitchell P, Brand-Miller JC, Glycemic index, glycemic load, and chronic disease risk–a meta-analysis of observational studies, Am J Clin Nutr. 2008 Mar;87(3):627-37;
Beyer et al. Chronic low-grade inflammation and sarcopenia. Curr Opin Clin Nutr Metab Care 2012, 15: 12-22
Chrousos, G.P., Stress and disorders of the stress systems. Nature Rewiews Endocrinology 5, 374-381 (2009)
Larsson SC, Bergkvist L, Wolk A, Glycemic load, glycemic index and breast cancer risk in a prospective cohort of Swedish women, Int J Cancer. 2009 Feb 3;
Sulli A, Montecucco CM, Caporali R, Cavagna L, Montagna P, Capellino S, Fazzuoli L, Seriolo B, Alessandro C, Secchi ME, Cutolo M, Glucocorticoid effects on adrenal steroids and cytokine responsiveness in polymyalgia rheumatica and elderly onset rheumatoid arthritis, Ann N Y Acad Sci. 2006 Jun;1069:307-14;
Riccardi G, Rivellese AA, Giacco R, Role of glycemic index and glycemic load in the healthy state, in prediabetes, and in diabetes, Am J Clin Nutr. 2008 Jan;87(1):269S-274S;
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Nutr. 2008 May;87(5):1384-91; 

Nöthlings U, Murphy SP, Wilkens LR, Henderson BE, Kolonel LN, Dietary glycemic load, added sugars, and 
carbohydrates as risk factors for pancreatic cancer: the Multiethnic Cohort Study, Am J Clin Nutr. 2007 

Levitan EB, Cook NR, Stampfer MJ, Ridker PM, Rexrode KM, Buring JE, Manson JE, Liu S, Dietary glycemic 
index, dietary glycemic load, blood lipids, and C-reactive protein, Metabolism. 2008 Mar;57(3):437-43 


One perfect day

Ti piace cucinare? Ami una cucina salutare e pensi che per prevenire le malattie, mantenersi in salute o anche per migliorare uno stato di malattia sia molto importante mangiare correttamente?

Forse ti può interessare questa proposta:

invia la tua ricetta,
potrai aiutare molte persone a stare meglio!

Inoltre, se verrà valutata come la migliore ricetta del mese, in segno di gratitudine per averci aiutato in questo nostro stesso compito, riceverai

in omaggio un

piano fisico-nutrizionale personalizzato
+
massaggio miofasciale o ayurvedico

(previa visita fisiatrica e test specifici: anamnestici, manuali e strumentali non invasivi; vedi visita fisiatrica+    https://www.mthpadova.com/visita-fisiatrica/)

Guarda quali sono i principi guida che ispirano il nostro lavoro: derivano da dati e ricerche scientifiche validate a livello internazionale, con lo scopo di

  • prevenire le malattie
  • migliorare o guarire numerosi disturbi metabolici, articolari e di altro genere (l’alimentazione può essere considerata una vera medicina)
  • raggiungere la massima performance psico-fisica
  • mantenere più a lungo possibile nella vita, piena salute fisica e psichica (medicina antiaging)

vedi Alimentazione anti infiammatoria http://fkt.it/alimentazione-anti-infiammatoria/
vedi Migliora la tua performance           http://fkt.it/performance/
vedi Medicina Antiaging                        http://fkt.it/med-anti-age/

Regolamento:

  1. Per ricetta “salutare” intendiamo una ricetta che segua i principi base della
    – dieta mediterranea tradizionale (old style): molta verdura, ortaggi e frutta per almeno 5-6 porzioni al giorno complessivamente, cereali solo integrali, pesce, olio d’oliva, uova, carne rossa non più di 1-2 volte alla settimana.
    – ridotto carico glicemico: evitare zuccheri e cereali come pane, pasta e derivati non integrali, specie serali. (vedi il link con tabella, qui sotto)
    – ridotta quantità di alimenti “acidificanti” (vedi il link con tabella)
    http://www.biotekna.com/schede/GLePRAL.pdf
  2. E’ necessario dare un nome alla ricetta e allegare una foto digitale (con sufficiente risoluzione)
    indicare gli ingredienti e loro quantità
    indicare il procedimento di preparazione
    inviare il tutto per email a rehab.mth@gmail.com (vedi contatti)
    Per questa prima edizione le ricette dovranno essere inviate entro l’ 8 gennaio 2017.
  3. La scelta della ricetta da premiare verrà fatta a insindacabile giudizio di mthpadova.com tenendo conto dei vari parametri indicati: salubrità, verosimile bontà organolettica, presentazione.
  4. Ricetta e foto potranno essere usate da mthpadova.com per gli scopi ritenuti più opportuni (ad esempio pubblicata su questo e altri siti) senza che alcun diritto possa essere fatto valere da chi ha fornito il materiale suddetto.
  5. Il premio, consistente in un trattamento manuale (massaggio miofasciale o massaggio ayurvedico a scelta) + preparazione di un piano fisico-nutrizionale personalizzato (sulla base di test specifici, compresi quelli strumentali non invasivi), dovrà essere utilizzato entro un mese dalla comunicazione della vincita, negli spazi orari disponibili dei giorni di mercoledì.
  6. Il piano fisico-nutrizionale e il trattamento manuale suddetti verranno eseguiti da un Medico specialista Fisiatra con specifica preparazione in Neuro-Immuno-Modulazione, Metabolismo, Nutrizione Clinica e Riabilitazione Fisico-Motoria e da un Fisioterapista con Master in Osteopatia:
    vedi “Chi siamo”             https://www.mthpadova.com/chi-siamo/ > “Curriculum”
    vedi “Visita Fisiatrica+”   https://www.mthpadova.com/visita-fisiatrica/

Core Stability in quadrupedia

Perché funziona?
Perché fare alcuni esercizi a 4 zampe ci può permettere di “allenare” e “ri-programmare correttamente” alcuni movimenti (pattern) fondamentali del nostro corpo attivando il nostro “CORE”.
Cos’è il CORE?
Sono un insieme di muscoli, prevalentemente STABILIZZATORI che si attivano in maniera riflessa prima che utilizziamo muscoli periferici di braccia e gambe. Sono il diaframma, il muscolo trasverso dell’addome, il multifido e il pavimento pelvico, più i muscoli degli strati piu superficiali del corsetto addominale.
Cos’è la la core-stability?
non è la forza degli addominali, ma è la capacità di controllo motorio che consente di attivare nella sequenza corretta (timing) i muscoli di una catena cinetica. Se attivo il “core” prima di calciare il pallone avrò molta più efficienza e una miglior attivazione dei flessori d’anca.
no-core-stability
QUINDI:
È necessaria una ottima stabilità del “CORE” per una corretta attivazione dei muscoli distali (braccia e gambe).
Come posso allora attivare correttamente ed in maniera automatica questi muscoli?
… ma lo dice il nome del POST: con la posizione quadrupedica!!!
Perché?
Permette di ridurre il carico sulla colonna e quindi facilità l’apprendimento motorio! Se fai fatica a fare un movimento in piedi prova a fare un passo in dietro e riallenare lo stesso schema motorio in una posizione di minor carico. Vedrai che dopo anche il movimento in piedi sarà migliorato.

Spesso il motivo per cui ci sentiamo male in un movimento o ci sentiamo rigidi, non è un problema di MOBILITA’ (non sono le articolazioni rigide per intendersi), ma il nostro corpo (o meglio il nostro cervello) che mette una sorta di “freno a mano” al movimento perché percepisce una mancanza di STABILITA’.
core-stability
Hai presente quanto rigido ti senti la prima volta che indossi gli scii?? Se per qualche motivo il corpo si sente instabile in un movimento, contrae molto i muscoli e ciò può causare dolori osteo-muscolari.

Adesso hai capito perché regredire ad una posizione di maggior stabilità, come stare a 4 zampe, può aiutarti a ri-allenare in maniere corretta i muscoli della “core stability”. Ecco un semplice esercizio, che se fatto correttamente e senza dolori, permette ti attivare la muscolatura profonda il maniera riflessa!


Quadruped Push Back


  • Mantieni la spina dorsale in posizione neutra. Usa un bastone per avere un feedback: i punti di contatto devono essere 1) sacro 2) colonna dorsale 3) parte posteriore della testa
  • Posiziona le ginocchia sotto le anche e le mani sotto le spalle, allineato con la “fit-ball” sorretta tra il muro e i glutei
  • Fai un bel inspiro e poi espirando lentamente spingiti indietro con le mani fino a sentire una leggera pressione sulla palla. Non è una spinta forte, ma circa il 20% della tua forza massima. Se fai troppa forza non attiverai più i muscoli stabilizzatori ma anche altri gruppi muscolari.
  • Mantenendo questa pressione esegui un minuto di respirazione diaframmatica (cerca la massima espansione dell’addome durante l’inspirazione).
  • La pressione contro la palla aumenterà la pressione intra-addominale attraverso il pavimento pelvico che tu combinerai con la respirazione diaframmatica e l’attivazione automatica del muscolo trasverso dell’addome e multifido.
  • Inizia poi ad alzare e allungare leggermente in avanti il braccio destro e poi il sx, in maniera alternata per 10 volte.
  • ATTENZIONE! Il corpo in questo esercizio non deve essere teso! Se senti che collo, mandibola e spalle sono in tensione, riduci la pressione sulla palla e riprendi l’esercizio.
    mm-stability

Riferimenti:
http://www.functionalmovement.com/Training the Core: The Core of 2014 Part 2
Functional Movement Development Across the Life Span, Donna J. Cech,Suzanne Tink Martin

Frittata brie e olive con pane kamut

E’ una valutazione nutrizionale (e non solamente organolettica) per prevenire o recuperare malattie metaboliche o degenerative croniche. Anche la scelta peggiore, se occasionale, non recherà danno (se invece non lo è …)

C) Scelta incauta

Si può fare di meglio! Conviene seguire d’abitudine un’alimentazione corretta, specie di sera, e lasciare qualche eccesso alle occasioni particolari.

 

Frittata brie e olive taggiasche, con pane kamut

 

Il pasto serale dovrebbe essere il pasto più “frugale” (meno calorico) della giornata, leggero (pochi grassi) per una digestione più veloce, e con il minimo carico glicemico (carboidrati, zuccheri …) per evitare di mantenere un’alta glicemia nelle ore notturne ed un rialzo dell’ormone cortisolo, che normalmente di notte dovrebbe essere ai livelli minimi (in quest’orario favorisce l’insorgenza o consolida uno stato di infiammazione cronica di basso grado vedi http://fkt.it/infiammazione-sistemica- cronica/ ).
In questo modo il sonno sarà più rilassante, profondo (maggior numero di fasi REM) e benefico per il cervello, avendo la possibilità di eliminare le scorie del metabolismo. Favorirà un’abbondante colazione mattutina, ideale per affrontare con energia la giornata.

Uova

Bene per le uova: sono una buona fonte di proteine ad “alto valore biologico”, contengono cioè tutti 8 gli aminoacidi essenziali, quelli che devono necessariamente essere introdotti con la dieta.
Le proteine sono necessarie al nostro corpo per innumerevoli funzioni, come quella di trasporto di ormoni, di glucosio e altre sostanze, ma soprattutto strutturale, ad esempio del muscolo …
La quantità giornaliera di proteine introdotte deve essere tuttavia controllata, né eccessiva ne in difetto.
E’ consigliabile ad esempio il consumo di 1 uovo intero almeno 3 volte alla settimana.

Se hai sempre avuto paura delle uova per il loro contenuto di colesterolo, ti puoi tranquillizzare. Infatti è dimostrato che in questo modo il fegato ridurrà la produzione endogena di colesterolo: questo rimarrà stabile e anzi aumenterà il colesterolo HDL (quello buono, con azione di protezione dalle LDL – il colesterolo cattivo) “A Review of Scientific Research and Recommendations Regarding Eggs” Stephen B. Kritchevsky, PhD Pages 596S-600S Received 30Jun2004, Published online: 18Jun2013
Le uova contengono inoltre Luteolina e Zeaxantina, antiossidanti utili per gli occhi e Colina, un coenzima utile per la funzionalità del sistema nervoso.

Brie

Come tutti i formaggi, anche il brie è ricco di grassi e molto ricco di sale. I formaggi infatti vanno fortemente limitati in un’alimentazione che voglia essere sana e di prevenzione dalle malattie croniche. Le occasioni di introdurre grassi nell’alimentazione attuale sono già molto numerose, ritrovandoli praticamente in ogni alimento preparato industrialmente o anche artigianalmente (es. nel pane).
I grassi saturi (il brie contiene un’alta quantità di grassi, 75%, di cui la maggior parte saturi), sono fattori di rischio per i problemi cardio-vascolari, cerebro-vascolari e arteriosclerosi.
Anche il sale abbonda: nel brie la quantità di sodio è di 700 gr / per 100 gr, dose utilizzata per la frittata per 1 persona.
Il sodio è causa di ipertensione, malattie cardio-vascolari, tachicardia/aritmie ed è un fattore di rischio per infarti del miocardio e ictus, ma anche di … attacchi di panico.

Olive taggiasche

Sono ricche di grassi monoinsaturi, prevalentemente acido oleico (con un’azione quindi benefica indirizzata a ridurre il colesteolo LDL).
Purtroppo però sono anche molto ricche di sodio (sale) con gli effetti negativi sulla salute, come illustrato per il formaggio brie.

Pane di kamut

Kamut è il nome del marchio americano di una varietà di cereale, che può essere prodotto esclusivamente in Stati Uniti e Canada, e che quindi deve attraversare l’oceano per essere utilizzato (solo con licenza) dalle industrie italiane.
Come gli altri cereali, anch’esso deve essere quantitativamente limitato in un’alimentazione in cui invece sono troppo spesso preponderanti … (non come previsto dalla “originaria” dieta mediterranea).
L’uso eccessivo di cibi ad alto indice glicemico, come i carboidrati raffinati (zucchero, pasta, pane ecc. da farina non integrale) è associato ad un aumento di varie malattie, come il diabete mellito, obesità, malattie cardio-vascolari e numerosi tipi di tumori (specie seno, endometrio, tiroide).

In particolare dovrebbe essere limitato nelle ore serali in quanto causa aumento della glicemia, stimolazione dell’asse HPA (ipotalamo-ipofisi- surrenalico) con aumento della secrezione dell’ormone cortisolo e alterazione della sua ritmicità cicardiana e azione catabolica (ad esempio riduzione della massa muscolare e dell’osso: osteoporosi).
(vedi bibliografia a fine articolo)

La farina di kamut, presente nei nostri mercati in molti prodotti da forno come pane, pasta, dolci, si è recentemente guadagnata una fama di prodotto salutare, specie per supposti meccanismi di modulazione della risposta infiammatoria (malattie di Crohn e rettocolite ulcerosa). In realtà l’esiguità del campione di persone dell’unico studio cui si fa riferimento non consente di trarre alcuna conclusione!

La maggiore digeribilità di questa farina, inoltre, è in realtà presente anche in prodotti a base di farro, di grano monococco e in una varietà di grano “antico” chiamato Khorasan (non registrata come il marchio Kamut) e coltivata anche in alcune regioni italiane, chiamato grano Saragolla e commercializzato con altri nomi.


Riassumendo:

  • nutrizionalmente corretta la frittata per l’ottima fonte di proteine
  • non altrettanto buona la scelta del formaggio brie per l’alta quantità di grassi e sale
  • nemmeno l’aggiunta delle olive, come terza rilevante fonte di sale (ipertensione, malattie cardio-vascolari …)
  • il pane kamut non integrale (che potrebbe aver attratto come presunta scelta salutare), in realtà va limitato, specie di sera,  al pari di altri cereali (per il rialzo della glicemia e cortisolo serale)

Vedi anche:

Curare il dolore articolare cervicale e lombare (anche) con l’alimentazione
http://fkt.it/neck-backpain-and-food/
Infiammazione sistemica cronica low grade
http://fkt.it/inf-sist-cron/
Medicina antiaging
http://fkt.it/med-anti-age/

Bibliografia
Sieri S et al. Dietary glycemic index and glycemic load and risk of colorectal cancer: result from EPIC-Italy study. Int J Cancer. 2014 Nov 18. [Epub ahead of print]
Barclay AW, Petocz P, McMillan-Price J, Flood VM, Prvan T, Mitchell P, Brand-Miller JC, Glycemic index, glycemic load, and chronic disease risk–a meta-analysis of observational studies, Am J Clin Nutr. 2008 Mar;87(3):627-37;
Beyer et al. Chronic low-grade inflammation and sarcopenia. Curr Opin Clin Nutr Metab Care 2012, 15: 12-22
Chrousos, G.P., Stress and disorders of the stress systems. Nature Rewiews Endocrinology 5, 374-381 (2009)
Larsson SC, Bergkvist L, Wolk A, Glycemic load, glycemic index and breast cancer risk in a prospective cohort of Swedish women, Int J Cancer. 2009 Feb 3;
Sulli A, Montecucco CM, Caporali R, Cavagna L, Montagna P, Capellino S, Fazzuoli L, Seriolo B, Alessandro C, Secchi ME, Cutolo M, Glucocorticoid effects on adrenal steroids and cytokine responsiveness in polymyalgia rheumatica and elderly onset rheumatoid arthritis, Ann N Y Acad Sci. 2006 Jun;1069:307-14;
Riccardi G, Rivellese AA, Giacco R, Role of glycemic index and glycemic load in the healthy state, in prediabetes, and in diabetes, Am J Clin Nutr. 2008 Jan;87(1):269S-274S;
Hare-Bruun H, Flint A, Heitmann BL, Glycemic index and glycemic load in relation to changes in body weight, body fat distribution, and body composition in adult Danes, Am J Clin Nutr. 2006 Oct;84(4):871-9; quiz 952-3;
Cutolo M, Villaggio B, Otsa K, Aakre O, Sulli A, Seriolo B, Altered circadian rhythms in rheumatoid arthritis patients play a role in the disease’s symptoms, Autoimmun Rev. 2005 Nov, 4(8):497-502;
Buckley TM, Schatzberg AF, Aging and the role of the HPA axis and rhythm in sleep and memory-consolidation, Am J Geriatr Psychiatry, 2005 May, 13(5):344-52;
Chan O, Inouye K, Riddell MC, Vranic M, Matthews SG, Diabetes and the hypothalamo-pituitary- adrenal (HPA) axis, Minerva Endocrinol, 2003 Jun;28(2):87-102;

Tartàre di manzo con broccoli e insalata

E’ una valutazione nutrizionale (e non solamente organolettica) per prevenire o recuperare malattie metaboliche o degenerative croniche. Anche la scelta peggiore, se occasionale, non recherà danno (se invece non lo è …)

B) Ottima scelta!

Ti hanno mai detto che sei una volpe?
Mangiare bene e salutare è possibile! Se sei spesso così avveduto, qualche volta potresti anche mangiare una pizza senza rimorsi…

 

Tartàre di manzo con broccoli e insalata

 

La tartare può essere cruda (rossa) o marinata (“cotta” al limone, olio d’oliva, sale, pepe e altre spezie, eventualmente senape, capperi, cipolle rosse … secondo i gusti ).

Carne rossa

è un alimento portatore di importanti benefici per la salute. Tuttavia esistono dei limiti sulla quantità di assunzione (come per moltissimi cibi) ed anche sul modo più opportuno di preparazione.
La carne apporta infatti una buona quantità di proteine e aminoacidi essenziali, che non sono cioè presenti nei cibi vegetali, di ferro (1-2 mg / etto di carne), vitamine del gruppo B ed altri elementi.
E’ quindi un’ottima scelta, specie in questa preparazione a crudo, in particolare se si è sicuri della provenienza della carne, dell’igiene e della corretta conservazione (macelleria di fiducia).

Va tenuto presente però, come dicevamo, che è un alimento da consumare in dose adeguata (1-2 volte alla settimana*) in quanto contiene grassi saturi, responsabili se assunti in eccesso, di un aumentato rischio cardiovascolare (aumento pressione arteriosa, aterosclerosi).

Non vi sarà sfuggito, inoltre, l’allarme lanciato dall’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e dall’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) sul rischio oncologico derivato dall’uso di carni conservate (cioè salumi, carni affumicate, wurstel, e carni lavorate in genere), rischio accertato e concreto, dose dipendente.
Per quanto riguarda le “carni rosse fresche” invece, il “probabile rischio” citato risiede nel tipo di cottura, in particolare alla griglia, alla piastra e cotture con elevata temperatura, per il formarsi di sostanze altamente cancerogene (idrocarburi policiclici armatici) e tossiche (AGE), dose dipendenti.
L’American Institute for Cancer Research raccomanda una dose massima di 300 gr./sett. di carne fresca.

Il Prof. Antonio Moschetta, docente dell’Università di Bari, ricercatore dell’AIRC e vincitore del premio R. Weitzman Memorial Award 2014, assegnato dalla Società di Endocrinologia USA, afferma che “i nutrienti entrano in noi, agganciano il nostro DNA e ci cambiano dall’interno”.
La relazione tra geni e ambiente – gli alimenti ad esempio – avviene tramite recettori nucleari “appoggiati” sul DNA che funzionano come una sorta di interruttore capace di accendere o spegnere i geni (epigenetica) e possono ridurre il rischio di tumori o portare alla loro insorgenza. Così molte verdure hanno un’azione protettrice, mentre i salumi o la carne alla griglia (qui la causa è la cottura aggressiva con formazione di idrocarburi policiclici aromatici), hanno azione cancerogena.

L’associazione, inoltre, di carne (cruda o cotta a basse temperature) e di fibre vegetali (verdure), è particolarmente favorevole, in quanto accelera il transito intestinale (evita il ristagno) e riduce l’assorbimento di grassi.

Broccoli

famiglia delle crucifere, sono ricchi in sali minerali, ferro, calcio, fosforo, vitamina C, B1, B2, K e molte fibre. Il sulforafano, sostanza presente nei broccoli, ha inoltre un’importante azione anticancerogena, specie per intestino, seno e polmoni.

Non ultimi benefici portati da questo vegetale sono il potere antiossidante, di rafforzamento delle difese immunitarie, e l’utilità nel debellare l’Helicobacter Pylori (il batterio dell’ulcera gastrica).

Insalata

Può essere anche usata come antipasto (prima della tartare in questo caso, ma anche prima di una cena più impegnativa), insaporita con spezie o erbette (pepe o senape, basilico o maggiorana … , olio d’oliva e limone) che possono limitare l’uso del sale di condimento.

Sono ortaggi a foglia, consumati crudi, come lattuga, indivia, radicchio, spinacino, valeriana, cicoria ecc., ma a questi si possono aggiungere anche, sempre a crudo, pomodori, finocchi, zucchine, cetrioli, peperoni, e così via.
Le verdure sono veramente importanti per una buona forma fisica e salute: hanno poche calorie, pressoché assenza di grassi e ricche di micronutrienti (vitamine del gruppo B, A, K ecc., sali minerali come calcio, magnesio, potassio, fosforo, sodio) e di fibre, utili per un buon transito intestinale. Hanno infine un’importante azione “tampone” ovvero di neutralizzazione dell’acidità legata a determinati alimenti e quindi di prevenzione-protezione da osteopenia e osteoporosi.
Danno senso di sazietà ed evitano un’eccessiva assunzione di cibo.

Vedi anche:
Curare il dolore cervicale e lombare (anche) con l’alimentazione
http://fkt.it/neck-backpain-and-food/
Infiammazione sistemica cronica low grade
http://fkt.it/inf-sist-cron/
Medicina antiaging
http://fkt.it/med-anti-age/

Pizza mozzarella e prosciutto crudo

E’ una valutazione nutrizionale (e non solo organolettica) per prevenire o recuperare malattie metaboliche o degenerative croniche.
Anche la scelta peggiore, se occasionale, non recherà danno (se invece non lo è …)

A) Scelta scadente

Il tuo motto è: meglio 1 giorno da leone che 100 da pecora. Però, forse, dopo qualche tempo ci potresti ripensare…

 

Pizza mozzarella e prosciutto crudo

 

Affrontiamo qui un compito molto arduo: smontare un modello, un mito, una leggenda!

La pizza, specie come piatto unico, non è da ascrivere alla dieta mediterranea. Per quanto sia un ottimo piatto della tradizione italiana, non si può definire sicuramente un alimento dietetico:
è un piatto molto calorico (per una margherita con prosciutto crudo si può arrivare 900-1000 kcal), ricco di grassi saturi, molto sale, spesso poco digeribile.

I benefici della dieta mediterranea, quella “old” per intenderci (molta verdura, ortaggi e frutta per almeno 5-6 porzioni al giorno complessivamente, cereali solo integrali, pesce, olio d’oliva, uova, carne rossa non più di 1-2 volte alla settimana …), non vanno confusi con la dieta mediterranea attuale: in prevalenza carboidrati raffinati, pane, pasta, zuccheri e molti carboidrati complessi processati, come prodotti da forno, merendine, dolci, brioches, biscotti, focacce, pizzette ecc., poca frutta e verdura, molti grassi saturi (molti di questi nascosti in qualsiasi prodotto da forno e in alimenti pronti o semilavorati, compresi quelli surgelati).

I cereali raffinati andrebbero invece ridotti al minimo:
l’uso eccessivo di cibi ad alto indice glicemico, come zucchero, pasta, pane ecc. non integrali è associato ad un
aumento di varie malattie, come il diabete mellito, obesità, malattie cardio-vascolari e numerosi tipi di tumori (specie seno, endometrio, tiroide).
Un’alimentazione con alto carico glicemico (GL), come la letteratura scientifica ha infatti accertato, si associa a rialzo di glicemia e insulina, ad un aumento del colesterolo totale ed un sfavorevole rapporto del colesterolo LDL / HDL (aumento del primo e riduzione del secondo, quello buono).

Inoltre l’aumento della glicemia, specie nelle ore serali (cena o dopocena), causa stimolazione dell’asse HPA (ipotalamo-ipofisi-surrenalico) con aumento dell’ormone cortisolo, che a quest’ora dovrebbe essere al suo minimo: cioè riduzione della massa muscolare e dell’osso (osteopenia e osteoporosi).
Vedi bibliografia a fine articolo.

Pizza (base)

Per una pizza margherita è stato calcolato un carico glicemico (GL) di 148 !! (molto alto)
(pasta non integrale GL 28 !; pasta integrale di segale GL 9,4; insalata, broccoli … GL = 0)

E’ dimostrato come una diminuzione del carico glicemico alla cena sia associato ad una miglior tolleranza al carico glicemico della colazione: quindi zuccheri e carboidrati vanno assunti preferibilmente al mattino o nella prima parte della giornata.

Inoltre, un eccesso di alimenti “acidificanti” (PRAL+), come i carboidrati, causano aumento dell’acidità potenziale, correlato anch’esso con un un maggior rischio cardio-metabolico (aumento pressione arteriosa, aumento del colesterolo). Per la necessaria neutralizzazione dell’acidità (azione tampone) l’organismo “ruberà” fosfati, calcio, magnesio, dall’osso perdendo massa ossea: osteopenia > osteoporosi. Wynn E, Krieg MA, Lanham-New SA, Burckhardt P. Postgraduate Symposium: Positive influence of nutritional alkalinity on bone health. Proc Nutr Soc. 2010 Feb;69(1):166-73. Epub 2009 Dec 3. 
Alpern RJ, Sakhaee K. The clinical spectrum of chronic metabolic acidosis: homeostatic mechanisms produce significant morbidity. Am J Kidney Dis. 1997 Feb;29(2):291-302.

Mozzarella

Il più grande problema dei formaggi è l’alto contenuto di grassi saturi (la mozzarella ne una contiene quantità medio-alta: 44-47%), in caso di burrata il grasso è > 53%. I grassi saturi sono fattori di rischio per i problemi cardio-vascolari, cerebro-vascolari e arteriosclerosi.

La mozzarella è inoltre molto ricca di calorie (per 1 pizza 100 gr di mozzarella: 280 kcal)
Mozzarella e formaggi in genere (invero ancor più quelli stagionati), vanno limitati anche per la loro azione “acidificante” (PRAL+), correlato, come detto, a un maggior rischio cardio-metabolico.

Infine i formaggi sono tra i cibi più salati (assieme a salumi e snacks):
solo la mozzarella presente in 1 pizza contiene ca. 620 mg di sodio
Il sodio è causa di ipertensione, malattie cardio-vascolari, tachicardia/aritmie ed è un fattore di rischio per infarto del miocardio e ictus, ma anche di … attacchi di panico.

Prosciutto crudo

Come saprete, i salumi (insaccati e carni lavorate), sono stati recentemente inseriti (ma era già noto da tempo) nella lista del OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) come certamente cancerogeni, lista 1A, pari al fumo e benzene (tumori del colon, stomaco, pancreas e prostata).
Gli esperti riportano un rischio di cancro al colon del 18% per ogni porzione di 50 grammi di carne lavorata mangiata ogni giorno. “Il rischio, quindi, aumenta con la quantità di carne lavorata consumata”.

Nel prosciutto crudo si trovano infine:
grassi saturi (ca. 18% del suo peso)
sale in abbondante quantità (in 120 mg di prosciutto troviamo 3080 mg di sodio)


Riassumendo
Una pizza con mozzarella e prosciutto crudo (300 gr) determina:

  • alto carico glicemico 148 (favorisce il diabete, mal. cardio-vascolari, sonno disturbato ..)
  • rischio cancerogeno (prosciutto): l’effetto è dose-dipendente
  • alta quantità di sale: 5380 mg di sodio (il sodio giornaliero consigliato è < 2000 mg): ritenzione idrica > aumento pressione arteriosa > rischio di infarto e malattie cerebro-vascolari acute, peggiora il diabete e la cellulite
  • alta quantità di grassi (olio dell’impasto – ma talvolta è strutto !!, + olio del sugo + grassi saturi della mozzarella e del prosciutto crudo): può arrivare a 10 gr. Sono favorite le malattie cardio-vascolari e aterosclerosi
  • per essere un piatto unico mancano le verdure (fibre, vitamine, minerali, antiossidanti, in quantità adeguata …)
  • alta carica calorica totale 930 kcal: non poco per il pasto serale!

Vedi anche:
Curare il dolore cervicale e lombare (anche) con l’alimentazione
http://fkt.it/neck-backpain-and-food/
Infiammazione sistemica cronica low grade
http://fkt.it/inf-sist-cron/
Medicina antiaging
http://fkt.it/med-anti-age/

Bibliografia

Sieri S et al. Dietary glycemic index and glycemic load and risk of colorectal cancer: result from EPIC-Italy study. Int J Cancer. 2014 Nov 18. [Epub ahead of print]
Barclay AW, Petocz P, McMillan-Price J, Flood VM, Prvan T, Mitchell P, Brand-Miller JC, Glycemic index, glycemic load, and chronic disease risk–a meta-analysis of observational studies, Am J Clin Nutr. 2008 Mar;87(3):627-37;
Beyer et al. Chronic low-grade inflammation and sarcopenia. Curr Opin Clin Nutr Metab Care 2012, 15: 12-22
Chrousos, G.P., Stress and disorders of the stress systems. Nature Rewiews Endocrinology 5, 374-381 (2009)
Larsson SC, Bergkvist L, Wolk A, Glycemic load, glycemic index and breast cancer risk in a prospective cohort of Swedish women, Int J Cancer. 2009 Feb 3;
Sulli A, Montecucco CM, Caporali R, Cavagna L, Montagna P, Capellino S, Fazzuoli L, Seriolo B, Alessandro C, Secchi ME, Cutolo M, Glucocorticoid effects on adrenal steroids and cytokine responsiveness in polymyalgia rheumatica and elderly onset rheumatoid arthritis, Ann N Y Acad Sci. 2006 Jun;1069:307-14;
Riccardi G, Rivellese AA, Giacco R, Role of glycemic index and glycemic load in the healthy state, in prediabetes, and in diabetes, Am J Clin Nutr. 2008 Jan;87(1):269S-274S;
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